ISBN 9788842830436 pagine:
€23.00
Dimitris Lyacos

Poena Damni

Z213: Exit

Z213: Exit, primo volume della trilogia Poena Damni, ci pone di fronte alla più pura idea di orrore. Evaso da un carcere, un ospedale o una città distrutta, il protagonista, un Ulisse gettato in un cosmo senza dèi, attraversa le macerie di un mondo violato da una catastrofe bellica. Giunto in una stazione, compra un cappotto logoro, appartenuto a un soldato, nella cui tasca trova una Bibbia tempestata di arcane annotazioni. Da quel momento deciderà di scrivere un diario per raccontare il viaggio che lo ha portato fino a lì: la fuga da una morte collettiva; da un’Apocalisse in cui non vi è speranza di catarsi.

«Voltati e guarda l’ombra che tremola alle tue spalle, fermati e guarda il passato, attraversa ancora una volta quei corridoi dove i tuoi occhi vagavano, fantasmi guardinghi, apri le scatole, pensa all’altra parte del muro. Guarda come tutti i corridoi del labirinto conducono sempre allo stesso punto, che non coincide esattamente con l’uscita.»

Con la gente dal ponte

Con la gente dal ponte, secondo volume della trilogia Poena Damni, evoca un mondo in cui la morte è un’esperienza reversibile. Il viaggio del protagonista continua. L’uomo giunge in un luogo oscuro, avvolto dalla penombra, costellato di figure umane buttate in un angolo di strada, cani randagi e palazzi degradati; un ambiente che presto si trasforma in una scena di teatro, in cui viene rappresentato il dramma di un uomo e il suo tentativo di strappare alla morte la donna che ha amato. Tra il rincorrersi di voci nei vicoli e il rumore bianco di una tv che non funziona, la realtà si confonde, scandita unicamente dai treni che continuano a correre sulle sopraelevate.

«Non guardare dietro. Vai avanti. È davanti a te, arriverà. Anche il tuo giorno arriverà, la porta per te si aprirà, sei arrivato, si alzano per abbracciarti, sei arrivato, tu, poi un altro, e un altro ancora, ti siederai vicino a loro, aspetterai con loro l’arrivo degli altri, nessuno resterà fuori, arriveranno tutti, vi riunirete, nessuno più mancherà, allora sarà, allora, ora, per la prima volta, sarete tutti insieme.»

La prima morte

La prima morte, terzo volume della trilogia Poena Damni, dà voce a un delirio allucinatorio, che nasce nel solco della tragedia. «La prima morte» è il titolo di un libriccino, rinvenuto dal protagonista durante un viaggio in treno, del quale qui leggiamo il contenuto: un uomo è disperso su un’isola deserta, e nelle quattordici sezioni che compongono il poema vengono narrati i suoi tentativi di sopravvivenza in un mondo avvolto dalla morte. Il deterioramento sembra giungere al culmine, ma qualcosa, un lampo prima dell’oscurità, sottrae l’uomo al suo destino, proiettandolo nello spazio come una particella alla deriva, verso un luogo in cui forse potrà un giorno tornare a vivere.

«Il fruscio dura più a lungo, ma non è niente, a malapena si è udito, è già soffocato nelle pareti. Nulla, proprio nulla, soltanto un grido.»

Traduzione di Viviana Sebastio

Dimitris Lyacos

Dimitris Lyacos (Atene, 1966) è scrittore, poeta e drammaturgo. La trilogia Poena Damni, iniziata trent’anni fa e concepita come un eterno work in progress, arricchito da nuove aggiunte e contributi da altri media, tra cui danza, pittura, installazioni, scultura, video art, musica contemporanea e teatro, lo ha reso uno degli autori più signicativi del nostro tempo.

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