Piccolo trattato di ciclosofia

Il mondo visto dal sellino
ISBN 9788842827481
pagine: 160
€ 11,00

Pedalare per sgranchirsi le gambe. Pedalare per calmarsi dopo una brutta giornata. La bicicletta non è un semplice mezzo di trasporto, che ci consente di arrivare da un punto A a un punto B: la bicicletta è un mezzo per arrivare a una migliore conoscenza di sé e del mondo. Come? Si parte dalla postura.

«La differenza» scrive Didier Tronchet «la fa il sedere»: leggermente all’indietro, quella del ciclista è una postura simile a quella delle statue antiche; mentre l’automobilista, «incastrato tra lo schienale e il sedile, non può permettersi l’arroganza del sedere del ciclista». Seduti sul sellino, poi, guardiamo il mondo da un’altezza ideale. Respiriamo meglio, ci muoviamo e, soprattutto, non inquiniamo. Non ci imprigioniamo nel bozzolo falsamente protettivo dell’auto né ci confiniamo negli asfissianti recessi sotterranei della metropolitana: siamo noi a fendere l’aria col nostro corpo; non ci lasciamo trasportare passivamente da una macchina, ma diventiamo noi la macchina che ci trasporta. La bicicletta come prolungamento del corpo, certo, ma non non meno dell’anima: che cosa, infatti, più di una passeggiata in bicicletta insieme alla persona che amiamo riesce a farci dimenticare di tutto e tutti? E cosa meglio dello sfrecciare piegati sul manubrio ci aiuta a mettere in moto i pensieri e, magari, a trovare la soluzione ai problemi che ci assillano?

Ironico, penetrante, leggero, Didier Tronchet ha distillato in questo Piccolo trattato di ciclosofia le sue brevi e gustose illuminazioni filosofiche su quanto e come potrebbe migliorare la nostra vita e quella della Terra se ognuno di noi si spostasse sulle due ruote: un libro che ci fa ridere e riflettere sulle nostre abitudini, invitandoci a un cambiamento radicale alla portata di tutti.


Nato nel 1958 a Béthune, nella Francia settentrionale, parigino di adozione e di cuore, Didier Tronchet è giornalista, umorista, disegnatore, fumettista, attore e sceneggiatore. Ama definirsi "ciclista urbano libero e repubblicano". Per le vie di Parigi si sposta solo in bicicletta. Estratti del Piccolo trattato di ciclosofia sono stati pubblicati sul quotidiano Libération.