A Innisfail, una cupa cittadina operaia dello stato di New York, è la violenza a fare da sfondo al fragile equilibrio sociale del secondo dopoguerra. Marya Knauer ha solo nove anni quando suo padre viene ucciso in circostanze misteriose e sua madre la abbandona assieme ai fratelli minori, affidandola a degli zii per cui lei sembrerà sempre essere un peso. Per sopravvivere al trauma e al duro contesto che la circonda, Marya impara a non essere mai presente, a sottrarsi con la mente a ciò che il corpo subisce e alle ferite che l’infanzia ha lasciato dentro di lei; a rifugiarsi nello studio, unico campo in cui eccelle.
Sarà proprio una borsa di studio a condurla a un college di New York, sottraendola all’orizzonte deprimente di Innisfail. Nel nuovo ambiente, competitivo e maschilista, Marya studia con passione e ferocia, scrive per riviste universitarie e letterarie, si afferma fino a diventare una voce riconosciuta e rispettata dentro e fuori dal campus. Il suo è il tentativo di costruirsi una nuova appagante identità lontano da tutti quelli che conoscono il suo passato, sacrificando ogni cosa – la serenità, le relazioni, gli affetti – per ottenere quel successo che, solo, può forse colmare il vuoto lasciato dalle sue radici. Ma non si può fuggire al passato per sempre e, all’apice della sua riuscita, Marya sentirà infine il bisogno di tornare dove tutto ha avuto inizio per ricercare quella madre trasformatasi in un’ombra opprimente nella memoria.
Considerato dai critici il romanzo più personale e autobiografico di Joyce Carol Oates, Marya è il sofferto ritratto psicologico di una donna che tenta di costruire la propria identità una rinuncia alla volta: un romanzo di formazione crudele che è anche un’indagine letteraria su quanto un’eredità di cui non siamo responsabili possa plasmare le nostre scelte, i nostri desideri e, più in generale, possa definire chi siamo. Perché, come spiega la stessa Marya, «in America, ciò che una persona è deriva direttamente da ciò che la persona fa».
Traduzione di Claudia Valeria Letizia
Joyce Carol Oates (Lockport, 1938) è una scrittrice americana. Ha vinto il National Book Award ed è stata più volte finalista al premio Pulitzer. Dal 1978 al 2014 ha insegnato Scrittura creativa alla Princeton University. Per il Saggiatore sono usciti La ballata di John Reddy Heart (2011), Zombie (2015), Jack deve morire (2016), la quadrilogia Epopea americana (Il giardino delle delizie, I ricchi, loro e Il paese delle meraviglie; 2017), Il collezionista di bambole (2018), Acqua nera (2020), Una famiglia americana (2023), Storie americane (2023), L’incidente in bicicletta (2024), Foxfire (2025) e i saggi Ai limiti dell’impossibile (2019) e Nuovo cielo, nuova terra (2021).
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