ISBN 9788842836728 pagine: 368
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Giorgio Strehler

«L'opera da tre soldi» di Brecht

Riflessioni, note di regia, allestimenti

«È questo che mi aspetto dal teatro: che il pubblico ci ami e ci applauda, e allo stesso tempo non sia affatto d’accordo su tutto ciò che vede in palcoscenico.» Poche frasi dicono con altrettanta precisione che cosa Giorgio Strehler abbia cercato per oltre trent’anni in Bertolt Brecht e in uno dei suoi titoli più noti, L’opera da tre soldi.

Un confronto che si accende nel 1956, alla prima messa in scena italiana al Piccolo Teatro, con lo scrittore tedesco presente in sala, illuminando in modo inedito le contraddizioni e le ipocrisie della società. Con quella rivoluzionaria rappresentazione, Strehler riesce a portare in Italia un’idea di teatro che non cerca di consolare o pacificare lo spettatore, ma anzi lo costringe a pensare. Un teatro che programmaticamente ambisce ad attrarre e allo stesso tempo contrariare il pubblico, tenendolo in uno stato di piacere inquieto, in cui la bellezza e il dissenso si alimentano vicendevolmente.

Questa raccolta di note di regia, lettere, riflessioni, ricordi, dichiarazioni di Strehler è una sorta di archivio in movimento del rapporto tra interprete e drammaturgia: l’occasione di osservare da vicino il grande regista nel confronto con i problemi quotidiani della realizzazione di uno spettacolo – la traduzione, la musica, la recitazione, il passaggio dal naturalismo al teatro epico – e con i grandi interrogativi sul senso stesso del fare teatro. Di allestimento in allestimento, dal 1956 al 1986, Strehler continua a interrogarsi, sondando ancora e ancora L’opera per farne emergere ogni volta l’attualità, senza chiuderla in una forma acquisita. Ciò che resta di questo lungo corpo a corpo intellettuale è un modo di porsi di fronte al testo teatrale, con la consapevolezza che il proprio mestiere «è scritto sull’acqua», e che il teatro rimane vivo solo se accetta, sera dopo sera, di ricominciare.


A cura di Flavia Foradini

Prefazione di Claudio Longhi

 

    

Giorgio Strehler

Giorgio Strehler (Trieste, 1921 - Lugano, 1997), maestro del teatro del Novecento, ha diretto oltre duecento spettacoli di prosa e lirica, prediligendo autori come Goldoni, Shakespeare e Brecht e compositori quali Verdi e Mozart. Nel 1947, con Paolo Grassi e Nina Vinchi, ha fondato il Piccolo Teatro di Milano. Nei primi anni novanta, a Parigi, ha dato vita all’Unione dei Teatri d’Europa. È stato parlamentare europeo per il Psi (1983-1984) e senatore nelle file della Sinistra indipendente (1987-1992). Il Saggiatore ha pubblicato Lettere agli italiani (2021) e Shakespeare Goldoni Brecht (2022) e Un teatro necessario (2024).

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Di Teatri piccoli e opere da pochi soldi
RSI - Rete Due
14 maggio 2026

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