La funzione dell’orgasmo

Dalla cura delle nevrosi alla rivoluzione sessuale e politica
ISBN 9788842821755
pagine: 348
€ 26,00

Pensatore visionario e in anticipo sui tempi, Wilhelm Reich ha cambiato per sempre il modo di concepire il sesso, nella vita quotidiana come nell’approccio scientifico e terapeutico. La sua parabola inizia come enfant prodige della psicoanalisi, accanto a Sigmund Freud: da lui eredita l’idea che nella sfera sessuale si concentrino gli abissi più profondi della psiche, e proprio attorno alla libido si consuma il loro distacco. La funzione dell’orgasmo, la cui prima stesura risale al 1927, è il testo che determina la frattura, dolorosa ma fertile, col maestro, che vedeva nell’orgasmo un semplice corollario della riproduzione.

Persuaso della necessità di curare i disturbi psichici anziché eliminarne i sintomi, Reich ne individua l’origine nella libido, forma di energia che, se inibita e repressa, trova sfogo nella nevrosi, nella concrezione di «corazze caratteriali» che si ripercuotono sulla fisiologia, trasformandosi in «corazze muscolari»: la sessualità diviene così la crepa attraverso la quale le forme coercitive del potere – l’educazione familiare, la morale collettiva, lo squilibrio economico – si infiltrano nel corpo e nella psiche dell’individuo, la cui salute dipende direttamente dall’equilibrio sessuale, dal pieno dispiegamento della potenza orgasmica.

L’approccio eterodosso e pluridisciplinare, l’ibridazione di sociologia e psicoanalisi, teoria marxista e biologia costarono a Reich l’allontanamento dal Partito comunista e il rifiuto della comunità scientifica. Perseguitato dal nazismo in quanto ebreo e costretto a fuggire negli Stati Uniti, morì nel 1957 in un penitenziario della Pennsylvania, condannato per aver continuato la pratica clinica delle sue teorie nonostante il divieto governativo.

L’appello libertario e l’approccio innovativo della Funzione dell’orgasmo continuano tuttavia a esercitare un influsso decisivo su generazioni di intellettuali e psicoanalisti, da Herbert Marcuse a Norman Mailer, fino alla scuola della Gestalt. Il Saggiatore invita oggi a rileggere il capolavoro del più eretico degli psicoanalisti e a scoprire il riverbero incessante di un libro che, nato nella temperie culturale della Vienna del primo Novecento, è stato capace di accendere la rivoluzione sessuale degli anni sessanta.


Wilhelm Reich (1897-1957), medico e psichiatra austriaco, è stato allievo di Sigmund Freud e ha insegnato all’Istituto psicoanalitico di Vienna. All’avvento del nazismo fu costretto all’esilio negli Stati Uniti, dove entrò in conflitto con le autorità per le sue posizioni politiche e scientifiche. Processato in contumacia, fu condannato a due anni di reclusione e morì nel penitenziario di Lewisburg, poco prima del suo rilascio sulla parola. Tra le sue opere: Psicologia di massa del fascismo, La rivoluzione sessuale, Sessualità e angoscia, Reich parla di Freud.