Giornalismo culturale

Un’introduzione al millennio breve
ISBN 9788842829904
€ 32,00

«La critica letteraria è in via di sparizione sia perché gran parte dell’attuale letteratura non è più un oggetto che abbia interesse critico, sia perché gli studiosi non è detto che siano lettori interessati a formulare giudizi.» Queste righe di Alfonso Berardinelli potrebbero suonare come un addio alla critica letteraria. E in effetti sembrano spiegare perché in Giornalismo culturale la critica letteraria sia in netta minoranza. Dal 2013 al 2020, periodo nel quale sono stati scritti gli articoli qui raccolti, l’oggetto privilegiato non è la letteratura, ma la cultura nel suo insieme: le idee correnti o dominanti, le élite intellettuali, i linguaggi, le istituzioni, le mode culturali, i luoghi comuni del discorso politico e gli effetti della rete sulla vita di tutti.

Eppure quello di Berardinelli è un giornalismo culturale anomalo e singolarmente enciclopedico. È soprattutto analisi del conformismo sociale, delle sue ragioni e delle forme in cui si manifesta. Ed è contraddistinto da una grande mobilità critica a partire dalla grande varietà di occasioni, spunti e casi offerti dall’attualità e dalla cronaca – cui fa da corrispettivo una grande varietà di stili, che spaziano dalla dialettica argomentativa all’ironia distanziante alla vera e propria satira culturale. Una satira tanto più necessaria da quando arti, scienze, filosofia e letteratura sono viste come valori in sé, attività autogarantite e indiscutibili per principio, al punto da far sembrare scorretta o inconcepibile qualunque valutazione selettiva e qualitativa che orienti in una cultura di massa in continua espansione e da cui gli stessi intellettuali sono stati conquistati, ipnotizzati e disarmati.

Per Berardinelli il giornalismo culturale è un genere letterario nel quale esprimersi pienamente, in prima persona, con le proprie insofferenze e idiosincrasie, praticato attraverso la critica dei linguaggi specializzati e gergali a partire dalla lingua comune e da un’ottica che non trascura mai di mettere a confronto le parole e le cose, le maschere culturali e le realtà di fatto, per quanto ambigue e sfuggenti siano. Un punto di vista inconsueto sul reale, attraverso cui scoprire verità prima celate.

«Sono un giornalista culturale di fatto, un libero autore senza garanzie che scrive sui giornali. I giornali mi sembrano un nobile anacronismo, uno degli ultimi strumenti della comunicazione pubblica per esercitare un’arte della prosa intellettuale e civile, una piccola tardiva eredità illuminista fondata sulla fiducia infondata che ragionare in pubblico serva a qualcosa.»

A cura di Marianna Comitangelo e Giacomo Pontremoli


Alfonso Berardinelli (Roma, 1943), saggista e critico letterario, ha insegnato Letteratura contemporanea all’Università di Venezia. Fondatore e direttore con Piergiorgio Bellocchio di Diario (1985-1993; in volume Quodlibet, 2010), collabora oggi con Avvenire, Il Foglio, Il Sole 24 Ore e il mensile Una città e dirige con Giorgio Manacorda e Walter Siti la rivista L’età del ferro. Tra i suoi libri ricordiamo La forma del saggio (Marsilio, 2002), Che noia la poesia (con Hans Magnus Enzensberger; Einaudi, 2006), Casi critici (Quodlibet, 2007), Non incoraggiate il romanzo (Marsilio, 2011), Leggere è un rischio (nottetempo, 2012), Il pubblico della poesia (con Franco Cordelli; Castelvecchi, 2016), Discorso sul romanzo moderno (Carocci, 2016), Non è una questione politica (Italo Svevo, 2017), Cactus (Castelvecchi, 2018).

 

Rassegna stampa

Cattiverie ragionate[ L'Indice - 27 giugno 2022 ]
Alfonso Berardinelli[ Blow Up - 2 febbraio 2022 ]
Giornalismo culturale[ Il Corriere del Sud - 11 dicembre 2021 ]
I 318 copi (e che colpi) di un illuminista d'oggi[ Corriere della Sera - 20 novembre 2021 ]
Berardinelli. Uno sguardo attento sul mondo[ L'Eco di Bergamo - 22 novembre 2021 ]