Diario del Novecento

ISBN 9788842831525
€ 35,00

Quante pagine servono per contenere un secolo? Per più di quarant’anni il critico Piergiorgio Bellocchio ha tenuto un diario in cui ha raccolto appunti di lettura e confessioni, analisi e ritagli di giornali, foto e immagini di ogni tipo: una mole disorganica di riflessioni sul contemporaneo che è arrivata a riempire nel tempo oltre duecento quaderni. Una sconfinata sequenza di pagine nella quale è tracimato tutto ciò che ha catturato la sua attenzione, dai necrologi di sconosciuti agli annunci pubblicitari, dalle recensioni di film alle citazioni dai Vangeli, in una totale commistione di alto e basso, centrale e marginale che rappresenta una summa della sua riflessione intellettuale.

Diario del Novecento è una selezione ragionata dei suoi taccuini; una miscellanea di immagini e testi da cui si può ricavare una lettura quanto mai inedita e originale del xx secolo. Tra letteratura e politica, storia e filosofia, momenti privati ed eventi pubblici, ogni pagina di quest’opera si riempie di un disordine che è tale solo in apparenza; di una vertiginosa sequenza di accostamenti inusuali – ma mai fortuiti –, all’interno della quale ci si può muovere a piacimento avanti e indietro come un flâneur, da Marcel Proust a Giorgio Morandi, da Collodi a Tangentopoli, da Marlon Brando a Mussolini, da Umberto Eco a Bernardo Bertolucci, da Pasolini a papa Giovanni Paolo ii, dall’arte contemporanea al trash, dalla riflessione sulla lingua alla crisi della sinistra, dal viso etereo di Alida Valli alle rughe di una contadina.

In quest’opera-testamento, Piergiorgio Bellocchio strappa, ritaglia e incolla pezzi di presente assemblandoli con sguardo critico in una forma nuova: un’immagine del Novecento composta dai volti, dalle parole, dai gesti, dalle fotografie, dai disegni, dalle sequenze di chi lo ha attraversato. Un affascinante resoconto personale di una storia collettiva.

Dalle riflessioni sulla lingua a quelle su cinema e letteratura, dai ricordi personali alla storia collettiva: un ritratto irregolare del xx secolo a firma di uno dei suoi critici più acuti.

«Questo è un magazzino dove si raccoglie di tutto, senza ordine alcuno. Da qualche anno è diventato il lavoro che mi occupa di più, e la più parte del lavoro consiste nel ritagliare, incollare, sottolineare cose che non serviranno mai né a me né a nessuno.»

A cura di Gianni D’Amo


Piergiorgio Bellocchio (Piacenza, 1931 - 2022) è stato un critico letterario, giornalista e scrittore. Ha fondato le riviste Quaderni piacentini (nel 1962, insieme a Grazia Cherchi) e Diario (nel 1985, insie- me ad Alfonso Berardinelli) e ha collaborato con Panorama, Tempo illustrato, l’Unità e altre testate. Tra le sue numerose pubblicazioni ricordiamo la raccolta di racconti I piacevoli servi (Mondadori, 1966) e le opere saggistiche Dalla parte del torto (Einaudi, 1989), L’astuzia delle passioni (Rizzoli, 1995), Oggetti smarriti (Baldini&Castoldi, 1996), Al di sotto della mischia (Scheiwiller, 2007), Un seme di umanità (Quodlibet, 2020).