Casa di carte

La letteratura italiana dal boom ai social
ISBN 9788842825418
pagine: 275
€ 23,00

Moribonda è la critica letteraria. La sua è un’agonia loquace, che si esprime in una querula corrente di elzeviri, recensioni e monografie, su siti e social network, tra le pagine di libri, quotidiani e settimanali. Pagine che, analizzate come un unico testo, assomigliano sempre più a un certificato di morte, o meglio, all’autocertificazione di un decesso. I luoghi del delitto sono facoltà umanistiche divenute conventicole di iniziati, dediti a riti vacui espressi in gerghi oscuri; sono redazioni di giornali troppo vicine a redazioni editoriali, in cui è decaduta la pratica essenziale della stroncatura. Tra i congiurati, oltre ai critici stessi, i lettori poco inclini ad aprirsi a un rapporto vitale con l’opera, e assai più disposti a trattarla come un orpello.

Matteo Marchesini si muove da intruso tra le figure umbratili dell’«industria culturale». È critico, poeta, narratore. Affronta i libri altrui senza la fatua enfasi del giornalista, ma non è neppure un accademico: è uno scrittore che parla di letteratura e, attraverso la letteratura, del mondo. Pratica con pungente intelligenza l’arte della stroncatura e della satira, destinate a scagliarsi contro lo status quo, ovvero contro gli autori-monumento; ed è questa la ragione per cui Casa di carte ha incontrato grandi ostacoli prima di essere pubblicato.

I saggi che lo compongono sono una reazione chimica al presente, un presente che affonda le sue radici nella metamorfosi del boom economico, di cui Marchesini analizza gli esiti letterari più emblematici: da Bassani che visse quegli anni come un tramonto a Pasolini che li attraversò in trionfo, subendoli però come un insulto. Mentre si avvicina all’oggi, ridiscute un canone accettato ormai come un dato geologico, profanando primati intoccabili (Gadda, Montale) e riappropriandosi di autori perduti; ritrova i sintomi di un male antico nei testi contemporanei, e indica alcuni antidoti. Marchesini si assume così il compito di ogni vero scrittore: quello di costruire da sé la propria tradizione, di parlare dal suo interno dopo averla eletta a dimora. Perché la letteratura è un luogo da plasmare e abitare: è una casa di carte.


Matteo Marchesini è poeta, narratore e saggista. Ha pubblicato le satire di Bologna in corsivo. Una città fatta a pezzi (Pendragon, 2010), il romanzo Atti mancati (Voland, 2013, entrato nella dozzina dello Strega), la raccolta critica Da Pascoli a Busi (Quodlibet, 2014), le poesie di Cronaca senza storia (elliot, 2016) e i racconti di False coscienze. Tre parabole degli anni zero (Bompiani, 2017). Collabora con Il Foglio, Il Sole 24 Ore, Radio Radicale e Doppiozero.

 

Rassegna stampa

Matteo Marchesini - 'Casa di carte'[ Blow up. - 1 aprile 2019 ]
'Casa di carte' di Matteo Marchesini[ Il Posto delle Parole - 28 marzo 2019 ]
Saper parlare di libri ad arte[ Il Sole 24 Ore - 24 marzo 2019 ]
L'intervista di Matteo Marchesini a Radiopopolare[ Radiopopolare - 17 marzo 2019 ]
C'era una volta la stroncatura[ Il Mattino - 20 marzo 2019 ]
Il romanzo italiano tra io, finzione e realtà[ Gli Stati Generali - 19 marzo 2019 ]
L'agonia loquace della critica letteraria[ Corriere della Sera - edizione Bologna - 3 febbraio 2019 ]
Lagioia paninaro, Cognetti scolastico e Gadda mediocre[ Il Fatto Quotidiano - 31 gennaio 2019 ]
Casa di carte[ Internazionale - 1 febbraio 2019 ]
Il mal della critica? Cadere sul presente[ Avvenire - 9 febbraio 2019 ]
Marchesini, un barile di '900 acido e sfasciato[ Alias - Il Manifesto - 3 febbraio 2019 ]
Rea, Napoli ingrata l'archivio va a Sarno[ Il Mattino - 22 gennaio 2019 ]