Bei sentieri, lente acque

I giardini del Lombardo-Veneto
ISBN 9788842812944
pagine: 356
€ 25,00

Nel periodo tra la fine del Settecento e l’Unità d’Italia, in Veneto e in Lombardia si afferma, e rapidamente si diffonde, una nuova concezione del giardino: non più geometrie rigorose, né alberi sapientemente potati, ma spazi aperti e indefiniti di studiatissima naturalità, in cui abbandonarsi all’emozione e dare ali alla fantasia. Tra le verdi nuances pittoricamente create, tra le anse di un corso d’acqua o nell’ombra di una «montagnola» si inseriscono rovine, grotte, castelli e cappelle neogotiche a ricreare le scene di un Medioevo incantato. Il nuovo gusto viene da Oltremanica e si fonde con le tradizioni lombarde e venete: collinette artificiali e macchie d’alberi cresciuti in libertà possono convivere con il parterre e il brolo, a «conciliare diletto e utilità» secondo un modello da lungo tempo coltivato, particolarmente in Veneto. Artisti e intellettuali diffondono le immagini e le idee di questa nuova visione della natura e della storia; così fanno il veronese Ippolito Pindemonte con la sua dissertazione Su i giardini inglesi e il milanese Pietro Verri dalle pagine del Caffè. E con il passare dei decenni il giardino va a introdursi in ogni ambito del vivere civile: non solo, come era sempre stato, lo troviamo accanto alle ville e ai palazzi, ma anche presso le università e i cimiteri, le terme e i conventi. E perfino tra gli opifici di un’industria nascente. Sono giardini d’autore: di Giuseppe ]appelli, Giuseppe Osvaldo Paoletti, Pelagio Palagi, Giuseppe Balzaretti, Francesco Bagnara, Luigi Canonica, Antonio Caregaro Negrin e di altri ancora, dietro i quali si profila, come in controluce, anche la personalità del committente che alloro linguaggio si affida onde poter dar forma ai suoi pensieri ed emozioni… e alla sue patriottiche speranze di libertà.
Annamaria Conforti Calcagni immerge il lettore in un tempo passato ma estremamente vivido, lo accompagna nei «passeggi» degli ariosi parchi dell’Ottocento e mostra, nel percorrerne i sentieri, che il giardino non è solo «sintesi di tutte le arti», ma anche specchio della sua epoca, di cui offre un felice e privilegiato punto di osservazione.


Annamaria Conforti Calcagni, storica dell'arte, si è a lungo occupata di arte veronese pubblicando saggi su pittori, ville, giardini, decorazione plastica e il volume Le mura di Verona (Cierre Edizioni, 1999). Insegna Storia del giardino presso il corso di laurea di Scienze dei Beni Culturali dell'Università degli Studi di Verona. Nell'intento di salvaguardare il patrimonio storico e culturale italiano, alla ricerca scientifica affianca l'impegno come capo delegazione del Fai, Fondo per l'Ambiente Italiano. Nel 2003, presso il Saggiatore, è uscito Bellissima è dunque la rosa, opera che ripercorre la storia del giardino veneto dal Trecento al Settecento, a cui è stato riconosciuto il premio Grinzane Giardini Botanici Hanbury 2004.