Un eroe borghese

ISBN 9788842822349
pagine: 235
€ 20,00
€ 8.99 (eBook)

L’Italia degli anni settanta è l’Italia della loggia P2, della strategia della tensione, del terrorismo rosso e nero, l’Italia in cui la nascente società civile scopre che la democrazia non è un bene acquisito una volta per sempre. Giorgio Ambrosoli è un avvocato milanese, conservatore, cattolico, in gioventù monarchico. Muore nella notte di una Milano deserta, ucciso da un sicario venuto dall’America, l’11 luglio 1979.
Nel settembre 1974 la Banca d’Italia aveva nominato Ambrosoli commissario liquidatore dello scricchiolante impero bancario di Michele Sindona. Uomo d’affari romanzesco, spregiudicato equilibrista della finanza internazionale, amico di ministri della Repubblica, mafiosi siciliani e narcotrafficanti italoamericani, bene inserito negli ambienti vaticani, massonici, imprenditoriali, Sindona era per Giulio Andreotti «il salvatore della lira». Basta poco ad Ambrosoli per scoprire, allibito, il castello di trucchi contabili, operazioni speculative, autofinanziamenti truffaldini su cui si è retto l’inganno della sindoniana Banca Privata Italiana. Sfatando le previsioni di chi lo vorrebbe influenzabile, sensibile agli equilibri politici, il «moderato» Ambrosoli si rivela invece un osso durissimo, fedele alla propria integrità morale nonostante le pressioni dall’alto, i tentativi di corruzione che sfociano in minacce, la solitudine in cui gradualmente sprofonda. Fino all’omicidio, ordinato da Sindona. «Se l’andava cercando» commenterà nel 2010 Giulio Andreotti, all’epoca dei fatti presidente del Consiglio.
La storia di Giorgio Ambrosoli – che Corrado Stajano ricostruisce in un’inchiesta incalzante, fulminea nelle sue giustapposizioni impreviste di fatti e scene, sempre attenta alla verità del particolare – è un frammento illuminante, tragicamente emblematico, della storia politica italiana. In terra di illegalità sistemica, di poteri criminali che si saldano al potere istituzionale, di compromissioni a buon mercato e tentazioni consociative, nell’Italia corrotta di ieri come in quella di oggi, l’onestà è la più imperdonabile delle virtù. E un servitore dello Stato finisce per diventare un ribelle solitario, un lottatore coraggioso: Un eroe borghese, suo malgrado.


Corrado Stajano, scrittore e giornalista, è stato redattore e inviato di diversi quotidiani e settimanali. Scrive dal 1987 sul Corriere della Sera. Ha lavorato per la Rai come autore e coautore di numerosi documentari televisivi di argomento politico e culturale (tra cui La forza della democrazia, 1977). Ha pubblicato, tra l’altro, con Einaudi Il sovversivo (1975), Africo (1979), L’Italia nichilista (1982, 1992), Un eroe borghese (1991, da cui fu tratto il film omonimo), Il disordine (1993); con Garzanti Promemoria (1997, Premio Viareggio), Patrie smarrite (2001), Maestri e Infedeli (2008), La città degli untori (2009, Premio Bagutta), La stanza dei fantasmi (2013); con Archinto Destini (2014). Nel 2015 il Saggiatore ha riproposto Africo, con uno scritto inedito dell’autore, nel 2016 Un eroe borghese, con un testo di Cesare Garboli. Nel 2017 ha pubblicato Eredità (Premio Nuto Revelli).

 

Rassegna stampa

Mai stanchi di «Un eroe borghese»[ il Sole 24 ore - 31 luglio 2016 ]
La banalità del bene[ la Provincia di Cremona - 11 luglio 2016 ]
L'eroe borgese cambia casa[ L'Espresso - 1 luglio 2016 ]
Intervista a Corrado Stajano[ Radio popolare - 25 giugno 2016 ]
Una generazione senza eroi[ il manifesto - 19 giugno 2016 ]
Un eroe borghese[ Le parole e le cose - 9 giugno 2016 ]
La spirale della narrazione che accompagna il coraggio[ Corriere della Sera - 24 maggio 2016 ]
Ambrosoli resiste all’urto del tempo[ Corriere della Sera - 24 maggio 2016 ]

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