ISBN 9788842831266 pagine: 160
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Marcus Lindeen

Trilogia delle identità

Margareta è rimasta sposata per undici anni senza raccontare nulla al marito della propria operazione per la riassegnazione di genere, mentre Mikaela nella sua transizione da uomo a donna ha cercato legittimazione per una sensibilità considerata dagli altri poco virile. Ora che i loro nomi sono Orlando e Mikael, i due si confessano a vicenda il rimpianto per la scelta fatta e riflettono assieme su chi siano oggi, sulle speranze di essere amati e sul desiderio di trovare se stessi. La storia di Orlando e Mikael è forse la più emblematica delle tre opere teatrali raccolte nella Trilogia delle identità di Marcus Lindeen: un’esplorazione del complesso rapporto tra psiche e identità sul piano intimo, sociale ed esistenziale. In questi testi, onirici ed estremamente veri, è il dialogo a costruire ponti tra i protagonisti, portandoli a interrogarsi e a confrontarsi in una riflessione collettiva in cui la visione di ognuno è sempre e solo un punto di arrivo in uno spettro di possibilità. Così per esempio avviene per i «sognatori a occhi aperti» di Wild Minds, che si inventano complessi mondi fittizi disegnati nei minimi dettagli, fino al punto di non riuscire più a riconoscere il confine tra sogno e realtà, per sopperire con una fantasia particolarmente spiccata a una quotidianità che ritengono monotona. Così accade anche in L’avventura invisibile, dove il primo uomo al mondo a subire un trapianto totale di faccia, una neuroanatomista che perde la memoria dopo un ictus e un artista queer che subisce il fascino di Claude Cahun dialogano attorno al concetto di corpo e a come esso ci definisce. 

Introdotta da una prefazione di Jonathan Bazzi, la Trilogia delle identità raccoglie tre drammaturgie scritte a partire da interviste reali e situazioni realmente accadute. Un’opera che attraversa il genere e il corpo, l’interiorità e le azioni individuali per tentare di illuminare il labirinto che si spalanca al termine della frase «Io sono…». 


Prefazione di Jonathan Bazzi 


Traduzione di Chiara Elefante




«L’identità non può essere solo una cosa. È sempre molteplice.»

Marcus Lindeen

Marcus Lindeen (Ängelholm, 1980) è autore e regista per il cinema e il teatro. Ha lavorato come giornalista culturale per la radio e la televisione svedesi e ha esordito nel 2006 con la pièce Ångrarna, da cui ha tratto il film Regretters (2010), vincendo con entrambi numerosi premi. Tra le sue opere ricordiamo i film Glorious Accidents (2011) e The Raft (2018), e gli spettacoli The Archive of Unrealized Dreams and Visions (2012) e A Generation Lost (2013). È artista associato del Piccolo Teatro.

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