Quando lo scrittore Giovanni Testori conosce a Parigi Alain Toubas ha quasi trentasei anni e si sente ormai vecchio. Alain invece ne ha solo diciannove, studia medicina all’università. Il desiderio che incendia da subito il loro rapporto non si sazia nelle otto giornate a cavallo tra febbraio e marzo di quel 1959 ma travolgerà la vita di Testori e segnerà indelebilmente quella di Toubas. Quel breve soggiorno parigino sarà l’inizio di una lunga, viscerale e struggente storia d’amore, punteggiata da oltre duemila lettere che i due si scambieranno nei tre anni successivi tra Italia, Francia e Algeria; la più importante delle loro vite.
È proprio studiando, estrapolando, selezionando e ricombinando questo epistolario sentimentale che Alessandro Bandini ha scritto la drammaturgia di Per sempre: un discorso amoroso composto dai frammenti infuocati e impetuosi delle lettere inviate da Testori – a volte anche quattro al giorno – ad Alain, all’interno del quale la sua voce si libera sincera e nuda come forse mai altrove nelle sue opere. L’epistolario fornisce elementi decisivi per la comprensione di una delle stagioni chiave dell’attività, in particolare letteraria, di Testori: la storia d’amore fa deflagrare un mondo, quello dei Segreti di Milano e porta alla dilatazione d’orizzonte de «I Trionfi», un poema fiume, in parte confluito nella drammaturgia.
In questa edizione, corredata dalla prefazione di Giovanni Agosti, da una nota di Alessandro Bandini sull’adattamento teatrale e da una postfazione di Giuseppe Frangi, la drammaturgia di Per sempre è accompagnata da un’appendice con le dediche che Testori scriveva all’amato sulla prima pagina di ogni suo nuovo libro: una testimonianza artistica e letteraria, che è anche un tenero, impetuoso, struggente inno al «vero modo di amare, quello che fonde due corpi in un solo corpo, due cuori in un solo cuore».
Prefazione di Giovanni Agosti
Giovanni Testori (Novate Milanese, 1923 - Milano, 1993), scrittore, giornalista, pittore, critico d’arte e drammaturgo, è stato uno degli intellettuali più prolifici e complessi del secondo Novecento italiano. Tra le sue numerose opere ricordiamo Il dio di Roserio (1954), Il ponte della Ghisolfa (1958) – primo capitolo del ciclo I segreti di Milano –, i testi per il teatro L’Arialda (1960) e In exitu (1988), la Trilogia degli scarozzanti composta da L’Ambleto (1972), Macbetto (1974), Edipus (1977), oltre alle pubblicazioni postume Luchino (2022) e Con Roberto Longhi. Lettere e scritti (2026). Il Saggiatore ha pubblicato San Francesco, il barbaro di Dio (2026).
scopri di più sull'autoreAlessandro Bandini (Genova, 1994) è attore e drammaturgo. Diplomatosi alla Scuola di Teatro «Luca Ronconi» del Piccolo Teatro di Milano, ha collaborato con registi quali Carmelo Rifici, Alessandro Sciarroni, Antonio Latella, Leonardo Lidi e con la Societas Raffaello Sanzio. Per il suo lavoro ha ricevuto diversi riconoscimenti, quali il premio Anna Pancirolli nel 2018, il premio Scenario nel 2019 e il Premio Mariangela Melato nel 2025.
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