Patrie

ISBN 9788842829416
pagine: 192
€ 16,00

Siamo nella magia del Salento, su uno scoglio pronti al tuffo, insieme a un bambino: nostro figlio. Poi siamo a Mosca, nella Piazza Rossa tutta coperta di neve. Siamo esuli a Los Angeles, oppure corriamo per le strade di Genova in fuga dai lacrimogeni. Vediamo Sarajevo e Baghdad martoriate dalla guerra, fremiamo nella sala d’attesa di un reparto maternità. Queste poesie di Nichi Vendola vibrano delle sue mille battaglie e formano una costellazione di infinite Patrie, linguistiche, emotive, culturali. Parole controcorrente rispetto al tempo che viviamo, parole che ospitano umanità, festeggiano il dono della diversità, invocano un patriottismo senza nazione o razza o genere; parole come cantieri, conflitti, gravidanze.

La varietà di temi e ambientazioni si riflette in quella delle forme, dall’icasticità dell’ideogramma alla musicalità delle ballate e delle filastrocche. Sospesi tra passione e ideologia, questi versi sono pellicole cinematografiche, corpi vivi sulla scena, materia palpitante di desideri e allegrie e ansie e dolori. È una poesia, quella di Patrie, che non dice le cose: è le cose. Cose antiche, attuali o ancora da venire che, attraverso lo sguardo del poeta, giungono a vivere davanti a noi, sotto i nostri occhi.

«La mia patria è una nave corsara
è un gioco, uno sbalzo
un tormento ondulare non è fede amara

di elmi di lame di sangue ma mito che langue
nel circumnavigare
nel rito dell’attraversamento occhi e braccia

sempre in faccia
ai mostri marini
sempre a caccia di poveri cristi».


Nichi Vendola (Bari, 1958) è stato presidente della Regione Puglia e parlamentare della Repubblica. All’attività politica affianca quella di scrittore e poeta: tra le sue opere ricordiamo Ultimo mare (Manni, 2011) e Vestire gli ignudi, seppellire i morti (Marcianum Press, 2016).

 

Rassegna stampa

INTERVISTA A Nichi Vendola[ il manifesto - 13 giugno 2021 ]
Nichi Vendola e i suoi avversari[ La Repubblica - 3 giugno 2021 ]