A un certo punto, molti anni fa, abbiamo spezzato il mondo in due. Abbiamo preso le mappe, le cartine geografiche, i planisferi e abbiamo tracciato una linea tra i popoli, le terre e le acque stabilendo che «di là» era Oriente e «di qua» Occidente, cambiando tutto per sempre. Questo libro ripercorre la genesi, l'evoluzione e lo sviluppo dell'idea di Occidente, indagandone la centralità per la storia umana e per il modo in cui la studiamo e interpretiamo; ma mostrando anche quante volte e con quali conseguenze sia stata oggetto di equivoci, manipolazioni, interiorizzazioni false, supposizioni sbagliate.
Georgios Varouxakis esplora la storia dell'Occidente quale entità simbolica, politica e culturale, risalendo nei secoli fino alle prime – in realtà recenti – apparizioni del termine: dal filosofo Auguste Comte, che a metà Ottocento utilizzò questa parola in opposizione alla Russia, agli Stati Uniti, dove «West» smise di indicare la «selvaggia» zona di frontiera per passare a definire una presunta continuità tra vecchio e nuovo mondo; dalla Grande guerra, con le prime critiche alle atrocità commesse dalla civiltà occidentale, fino al Secondo conflitto mondiale, durante il quale l’URSS, grazie allo sforzo compiuto contro il nazismo, fu inclusa di nuovo nel lato Ovest, per poi esserne espulsa agli albori della Guerra fredda; dalla creazione della NATO come forza armata del «mondo libero» fino alla guerra in Ucraina, che ha esasperato ancora di più la cesura politica tra Occidente e resto del pianeta.
Varouxakis analizza come nel tempo questa espressione sia servita tanto a rivendicare una superiorità esclusiva, quanto a descrivere una civiltà al tramonto, colpevole dei mali del pianeta, mettendo in luce il pericolo insito in entrambe le conclusioni: che certe conquiste siano proprietà occidentali e che l’intera «grande narrazione» sull’Occidente sia da gettare alle ortiche. Un’opera che ci ricorda che democrazia, stato di diritto, libertà di scelta e tolleranza restano valori meritevoli di essere preservati e difesi; anche e soprattutto dagli attacchi dell’Occidente stesso.
Traduzione di Sara Reggiani
Georgios Varouxakis (La Canea, 1966) insegna Storia del pensiero politico alla Queen Mary University of London, dove codirige il Centre for the Study of the History of Political Thought.
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