L’arte oltre il Duemila di Achille Bonito Oliva e Arte e XXI secolo di Vincenzo Trione si pongono come ideale e necessaria prosecuzione di L’arte moderna. 1770-1970 di Giulio Carlo Argan, che termina con l’esame delle vicende degli anni settanta del Novecento. Due percorsi complementari, che ne raccolgono il testimone, per addentrarsi nel cuore del contemporaneo, proiettandosi oltre i nostri tempi.
Achille Bonito Oliva attraversa il cammino artistico dal secondo dopoguerra ai primi anni del nuovo millennio, analizzando il confronto tra lo spirito pratico americano e la tradizione storica europea. La sua indagine rilegge, con originalità, grandi correnti come l’arte concettuale di Kosuth e Beuys e il minimalismo; le ricognizioni fredde della pop art e le provocazioni di Manzoni e Klein; le imprese della land art e dell’arte povera, fino al postmoderno e alla nascita della web art.
Vincenzo Trione si concentra sull’arte del XXI secolo, nata dalle ceneri delle certezze e dei dogmi del Novecento. Muovendosi in un paesaggio fluido, il suo sguardo critico interroga le ricerche di protagonisti come Anselm Kiefer, William Kentridge, Maurizio Cattelan, Banksy, Marina Abramović, Damien Hirst, ma anche come Alejandro Iñárritu e Alexander McQueen. Per mostrare che, pur diverse e lontane, le esperienze artistiche contemporanee condividono alcune specifiche intenzioni: smontare i luoghi comuni, valorizzare gli scarti, riflettere sui drammi della storia, mettere in gioco il corpo e superare i confini tradizionali della rappresentazione, per dare una nuova forma alla realtà. Ne emerge un bilancio dell’arte del XXI secolo. E, insieme, un possibile canone.
Achille Bonito Oliva (Caggiano, 1939) è uno dei più celebri critici d’arte italiani. Già professore di Storia dell’arte contemporanea all’Università La Sapienza di Roma, è autore di numerosi saggi sul manierismo, le avanguardie storiche, le neoavanguardie e il sistema dell’arte. Tra i suoi libri, ricordiamo Il territorio magico (1971), L'ideologia del traditore (1976) e Passo dello strabismo (1978). Teorico della transavanguardia, ha curato mostre in Italia e nel mondo (tra le altre, Amore mio, 1970; Vitalità del negativo, 1970; Contemporanea, 1973-1974; Minimalia, 1997). Ha diretto la XLV edizione della Biennale di Venezia (1993). Collabora con la Repubblica.
scopri di più sull'autoreVincenzo Trione (Sarno, 1972) è professore ordinario di Culture visuali, di Arte e media e di Storia dell’arte contemporanea presso l’Università Federico II di Napoli. Presidente della Triennale di Milano, ha diretto l’Enciclopedia Treccani dell’Arte contemporanea. Direttore della rivista Zona critica, collabora con il Corriere della Sera. Ha curato mostre in musei italiani e stranieri e il Padiglione Italia della LVI Biennale di Venezia (2015). È autore di monografie su Apollinaire, Soffici e de Chirico. Tra i suoi libri più recenti, Artivismo. Arte, politica, impegno (2022); Prologo celeste. Nell’atelier di Anselm Kiefer (2023, Premio Viareggio-Rèpaci) e Rifare il mondo. Le età dell'avanguardia (2025).
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