A Bogdanski Dolina il tempo ristagna in un’attesa senza fine. Stretti tra il silenzio sepolcrale che domina le vie e il fetore persistente dei rifiuti che cingono il paese come una muraglia, i suoi abitanti non possono fare altro che aspettare e nel frattempo tentare di rimanere sani. Il rischio è quello di finire all’Izolda, il luogo in cui vengono rinchiusi in isolamento i tubercolotici e i folli: gli indesiderati, quelli che non devono essere visti.
Poi, un giorno, d’improvviso, arriva l’annuncio che la popolazione riceverà la visita dell’arcivescovo; un momento di prestigio così alto che da solo potrebbe redimere l’intera città, donandole un nuovo futuro. La data dell’evento è ignota. Bisogna perciò farsi trovare pronti, bisogna essere pazienti e prepararsi, bisogna risultare impeccabili per quando verrà il giorno. Bisogna, in primo luogo, sanare le strade: mondarle da tutto e da tutti coloro che potrebbero essere motivo di imbarazzo. Eppure, come ogni giorno di attesa rivelerà in modo sempre più inquietante, non tutto può essere celato; non tutto può essere cancellato.
Seguendo le vicende delle sorelle Senkowitz, rinchiuse e poi fuggite dall’Izolda, del cappellano militare Gábriel Ventuza, giunto in città per recuperare le spoglie del padre assassinato, del vicario Periprava, crollato in un sonno senza fine vegliato dagli inquietanti archimandriti, Ádám Bodor dà vita a una litania surreale e grottesca sulla speranza e le illusioni umane. Scritto magistralmente da uno degli autori più importanti dell’Ungheria contemporanea, La visita dell’arcivescovo è una danza macabra di ombre e attese, un disegno nero su una pagina scura che ritrae i nostri desideri più sinceri.
Traduzione di Mariarosa Sciglitano
Ádám Bodor (Cluj, 1936), nato in Transilvania ed emigrato in Ungheria nel 1982, è uno dei più importanti autori di lingua ungherese. Nel 2003 ha vinto il premio Kossuth e nel 2019 il riconoscimento di «Artista della nazione» ungherese. Il Saggiatore ha pubblicato nel 2019 Boscomatto. Da La visita dell’arcivescovo è stato tratto nel 2007 un film, per la regia di Zoltán Kamondi.
scopri di più sull'autore
carrello
torna allo shop
Checkout
TORNA AL CARRELLO
RIEPILOGO