La lingua è un’orchestra

Piccola grammatica italiana per traduttori (e scriventi)
ISBN 978884282474
pagine: 271
€ 22,00

Alto o basso, aulico o prosaico, formale o colloquiale, disadorno o ampolloso: l’italiano può assumere così tante forme da sembrare, alla fine, inafferrabile. Più che una lingua unica potremmo definirlo una coralità, una polifonia: il suono di un’orchestra. Chiunque si trovi a scrivere un testo – per tradurre il più ardimentoso degli autori o dire quello che vuole dire, per mandare un messaggio o chiedere un permesso aziendale – deve fare i conti con un complesso sistema di regole, tradizioni e usi che chiedono incessantemente di essere aggiornati. C’è la lingua imparata a scuola, quella delle serie televisive, quella burocratica e quella gergale. La lingua assimilata da bambini e quella assorbita dalla lettura delle grandi opere letterarie. Il risultato è un mondo di parole appartenenti agli ambiti più diversi: regionalismi, dialettismi, echi romanzeschi, vocaboli ed espressioni tipiche di un determinato gruppo sociale, lessici specialistici e voci che rimandano a differenti posizioni ideologiche. Un insieme variegato che siamo spronati a comporre e ricomporre, seguendo le regole o, a volte, trasgredendole con fantasia.

La lingua è un’orchestra di Mariarosa Bricchi è uno strumento indispensabile per chiunque voglia cimentarsi nella scrittura dell’italiano: tra documenti storici e linguaggi del web, l’autrice ci mostra i molti modi di costruire una frase, i giochi combinatori possibili e quelli impossibili, le antilingue, gli strascichi della «congiuntivite» di cui l’italiano si è ammalato, gli accorgimenti per maneggiare correttamente la punteggiatura. Un viaggio da affrontare insieme a maestri e autori contemporanei che hanno passeggiato nella lingua muovendosi tra limpidezza e oscurità, come Manganelli e Primo Levi, Gadda e Walter Siti, Manzoni e Beppe Fenoglio – ma anche Joyce e Joan Didion, Jane Austen e Philip Roth nelle voci dei loro traduttori: insieme a tutti loro Mariarosa Bricchi rivela la chimica, i prodigi e gli orrori di chi scrive nella lingua più bella del mondo.


Mariarosa Bricchi, storica della lingua italiana e editor, si occupa di prosa letteraria dell’Ottocento e del Novecento, e di lingua delle traduzioni. Tra i suoi libri: La roca trombazza. Lessico arcaico e letterario nella prosa narrativa dell’Ottocento italiano (Edizioni dell’Orso, 2000); Manganelli e la menzogna. Notizie su «Hilarotragoedia» (Interlinea, 2002); Grammatica del buio. Strategie testuali di Manzoni saggista (Centro Nazionale Studi Manzoniani, 2017). Ha curato Il buonuomo Lenin di Curzio Malaparte (Adelphi, 2018).

 

Rassegna stampa

La congiuntivite, un’epidemia verbale[ Corriere della Sera - 7 maggio 2018 ]
Tradurre non è sempre tradire[ Libero - 28 settembre 2018 ]
Scrittori o scriventi imparate la grammatica[ Il Venerdì - 24 agosto 2018 ]
Quando la grammatica è un'orchestra[ Libero - 3 agosto 2018 ]
La polifonia del congiuntivo[ La Lettura - 1 luglio 2018 ]
Se la grammatica diventa bestseller[ La Repubblica - 24 giugno 2018 ]
La lingua è un'orchestra[ Internazionale - 18 maggio 2018 ]
Intervista a Mariarosa Bricchi[ Radio Tre - 8 maggio 2018 ]