Per comprendere davvero le visioni di David Lynch non è sufficiente guardare i suoi film, gli episodi delle sue serie tv, i suoi dipinti. Bisogna allontanarsi dallo schermo e alzare il sipario rosso che conduce alla sua dimensione più profonda e oscura. Io vedo me stesso, qui proposto in una nuova edizione speciale con fotografie sul set e dietro le quinte, fotogrammi delle pellicole, locandine e materiali inediti, ci permette di attraversarne la vita, il cinema e l’arte guidati dalle sue stesse parole.
Dialogando con Chris Rodley, David Lynch affida alla pagina il racconto della sua formazione, tra la passione per la pittura e il lavoro di fotografo, l’influenza di artisti come Oskar Kokosch ka e Francis Bacon, la collaborazione musicale con Angelo Badalamenti, fino alla genesi e ai retroscena delle opere cinematografiche che lo hanno consacrato tra i grandi della storia del cinema. Pagina dopo pagina, Riga dopo riga, emerge il processo creativo che ha dato vita ad alcune tra le immagini più inquietanti che siano mai passate su grandi o piccoli schermi; quelle di una provincia americana innocente quanto una torta di ciliegie, ma dietro cui si cela un orrore surreale: il volto senza vita di una reginetta del ballo, sciami di insetti sotto le foglie morte, night club dove bande inesistenti suonano avvolte dal fumo; e una Los Angeles perennemente notturna che è, insieme, viale del tramonto e fabbrica di fantasmi.
Quest’opera ci ricorda che il cinema di David Lynch è uno spazio onirico che rifugge qualsiasi spiegazione verbale. Chiunque voglia intraprendere questo viaggio nell’ignoto ha una sola guida possibile: la voce di chi lo ha concepito, insieme alle immagini cui ha dato vita.
David Lynch (Missoula, 1946 - Los Angeles, 2025) è stato un regista, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense. Ha diretto i lungometraggi Eraserhead. La mente che cancella (1977), The Elephant Man (1980), Dune (1984), Velluto blu (1986), Cuore selvaggio (1990, Palma d’oro a Cannes per il miglior film), Fuoco cammina con me (1992), Strade perdute (1997), Una storia vera (1999), Mulholland Drive (2001, premio per la miglior regia a Cannes) e Inland Empire. L’impero della mente (2006). È il creatore della celebre serie tv Twin Peaks (1990-1991; 2017). Nel 2006 ha ricevuto il Leone d’oro alla carriera alla Mostra del cinema di Venezia.
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