Improvviso singolare

Un secolo di jazz
ISBN 9788842818533
pagine: 543
€ 27,00

Per Claudio Sessa raccontare «le età del jazz» è una vera e propria missione. Improvviso singolare amplia l’esplorazione iniziata con Le età del jazz. I contemporanei, la prima approfondita ricognizione della sfaccettata scena dei nostri giorni. Ora Sessa ci accompagna tra le stagioni, i protagonisti, i capolavori e le innovazioni di un intero secolo di jazz.
Per sua natura inclusiva e pluridimensionale, questa musica tende a sfuggire a ogni classificazione. Ma la forza e l’originalità del jazz risiedono proprio nella sua capacità di trasformazione e di sintesi: individualismo e ricerca collettiva, tradizioni e sperimentazioni, spontaneità e dimensione industriale convivono in un’arte sempre alle soglie del paradosso. Per questa duttilità il jazz rappresenta forse la metafora artistica più precisa e sofisticata della società in cui oggi siamo immersi: fondendo il pensiero musicale africano e quello europeo in terra americana, è diventato un linguaggio universale e ha modificato l’immaginario sonoro di tutto il pianeta.
In questo libro Sessa rievoca i tanti sviluppi che il jazz ha vissuto nella sua storia – dallo stile New Orleans all’impetuosa scena newyorkese, dallo Swing al bebop, dal cool al free, fino alle avanguardie più recenti – aggiungendo alla ricostruzione storica e all’interpretazione critica la guida all’ascolto di quasi duecento brani emblematici di questo percorso. Un vivacissimo «raccontar la musica» che rifugge i tecnicismi, esaltando il ruolo dell’improvvisazione e il carisma di figure straordinarie (Armstrong, Morton, Ellington, Goodman, Holiday, Young, Gillespie, Parker, Monk, Davis, Coltrane, Coleman, Ayler, Jarrett, Braxton, Marsalis, Murray, Zorn e tanti altri protagonisti, noti e meno noti), ma anche fattori come l’importanza dell’equilibrio collettivo e la flessibilità delle strutture formali.
Improvviso singolare è una panoramica completa e affascinante che risale alle origini del jazz e arriva fino alla contemporaneità, riuscendo con cristallina sensibilità a cogliere i fili conduttori di un genere sempre pronto a superare se stesso.


Claudio Sessa, critico di jazz per il Corriere della Sera e docente di Storia del jazz presso il Conservatorio di Trieste, è stato direttore della rivista specializzata Musica Jazz. Ha pubblicato Gaetano Liguori. Un pianoforte contro (Selene, 2003) e Il marziano del jazz. Vita e musica di Eric Dolphy (Vanni, 2006).