Il sarto di Ulm

Una possibile storia del PCI
ISBN 9788856502541
pagine: 454
€ 11,00
€ 6.99 (eBook)

Dal XX congresso del 1991, in cui fu decretata la morte del Partito comunista italiano, sono passati vent’anni. Fu una morte deliberata, accelerata dalla volontà di un «nuovo inizio». Quel nuovo inizio non c’è stato. Al suo posto si è verifi cata la perdita di un patrimonio politico, organizzativo e teorico fra i più complessi e strutturati del panorama mondiale. Il Pci, dalla sua fondazione nel 1921 alla lotta partigiana, dalla svolta di Salerno del 1944 alla destalinizzazione del 1956, dal lungo Sessantotto al compromesso storico, ha attraversato e segnato quasi un secolo di storia italiana. Un cammino che Lucio Magri ripercorre senza mai perdere di vista i nessi con gli eventi della scena politica internazionale. Con rigore e passione, Il sarto di Ulm condensa un’originale e illuminante interpretazione storiografi ca del più grande partito comunista d’Occidente e l’esperienza politica e intellettuale di un militante «eretico».


Lucio Magri (Ferrara 1932), esponente della sinistra critica del Pci, fu tra i fondatori, nel 1969, del manifesto, di cui fu anche direttore. Radiato dal partito nel 1970, divenne segretario del Pdup (Partito di unità proletaria) dal 1976 al 1984. Fu richiamato nella Direzione del Pci, dopo che il Pdup vi confluì sulla base della profonda svolta imposta da Berlinguer. Alla proposta di scioglimento del Pci, Magri fu il primo a opporsi e a organizzare un largo fronte del no. Dopo la scissione accettò di presiedere il gruppo parlamentare di Rifondazione comunista, ma si dimise quando gli parve che al nuovo partito mancassero forza e volontà per una vera rifondazione e gradualmente rinunciò alla politica attiva. Dal 2000 al 2005 ha diretto una nuova e autonoma serie della Rivista del manifesto.