Il cattivo profeta

ISBN 9788842824305
pagine: 1482
€ 62,00

La rivoluzione, il gruppo di boiardi di provincia del Lavoro culturale, alla fine non la fanno mai; Marcello, nell’Integrazione, si ferma prima di scagliare il mattone contro la metropoli che lo asfissia con le sue torri metalliche; il narratore della Vita agra non attua il piano di far saltare in aria il torracchione della grande azienda che ha lasciato morire ammazzati quarantatré minatori. Ma quello che le opere di Luciano Bianciardi hanno rappresentato per l’Italia degli anni sessanta, così ingenuamente imbevuta dei miti del progresso e del miracolo economico, è stato qualcosa di simile a un intero plotone mitraglieri che apriva il fuoco contro il cielo di carta che la proteggeva. Intellettuale corsaro, cantore corrosivo delle contraddizioni della società del benessere, esistenzialista anarchico, Bianciardi è oggi un punto cardinale nel panorama letterario del secondo Novecento italiano. Il Saggiatore ne ripropone in un unico volume tutti i romanzi, i saggi, i racconti e i diari, le molte vite di un irregolare entrato nel canone: dagli anni giovanili dell’impegno nella natia Grosseto – da cui nacquero il libro-inchiesta I minatori della Maremma e il primo romanzo Il lavoro culturale – al trasferimento a Milano; dal racconto del lato oscuro dell’industria editoriale nell’Integrazione al capolavoro La vita agra, in cui confluirono tutta l’alienazione e la «solenne incazzatura» del periodo trascorso nel capoluogo lombardo. Fino alla fine, con la riscoperta-rifugio dell’epopea risorgimentale in Aprire il fuoco, romanzo ucronico in cui sulle barricate delle Cinque giornate di Milano, al fianco di Carlo Cattaneo, sfilano Enzo Jannacci e Giorgio Bocca. Curato da Luciana Bianciardi e arricchito della nuova prefazione di Matteo Marchesini, Il cattivo profeta raccoglie tutte le sfumature di un autore che, facendo della sua esistenza appassionante letteratura, è riuscito a immortalare le illusioni, i tic e le miserie dell’infinito presente dell’età post-industriale.


Luciano Bianciardi (Grosseto, 1922 - Milano, 1971) è stato uno dei massimi scrittori italiani del secondo Novecento. La sua opera narrativa comprende Il lavoro culturale (1957), L’integrazione (1960), La vita agra (1962), La battaglia soda (1964), Aprire il fuoco (1969). La sua produzione saggistica comprende I minatori della Maremma (1956), scritto con Carlo Cassola, e il reportage Viaggio in Barberia (1969). Ha tradotto, fra gli altri, Faulkner, Steinbeck, Miller, Bellow e Barth.

 

Rassegna stampa

Bianciardi, guastafeste al party delle modernità[ Il Domenicale - Il Sole 24 Ore - 12 agosto 2018 ]
La vita agra di un irregolare[ Il Corriere Fiorentino - 18 luglio 2018 ]
Bianciardi, monumento dell'essere "anti-sociale"[ Gazzetta del Mezzogiorno - 24 giugno 2018 ]
Luciano Bianciardi, un corsaro inquieto[ La Nuova Sardegna - 4 giugno 2018 ]
Il contro-Sessantotto di Luciano Bianciardi[ Le Parole e le cose - 15 maggio 2018 ]
Dentro l'ossimoro[ Avvenire - 3 maggio 2018 ]
Il cattivo profeta[ Sette - 3 maggio 2018 ]
Il Bianciardi corsaro[ La Nazione - 7 maggio 2018 ]
Il cattivo profeta. Sugli scritti di Luciano Bianciardi[ Il Lavoro Culturale - 16 aprile 2018 ]
Luciano Bianciardi: gaddiano e classicista[ Doppiozero - 7 aprile 2018 ]
Bianciardi e la "Vita agra" oggi[ Rumore - 30 marzo 2018 ]
Cosa direbbe Luciano Bianciardi oggi?[ Esquire - 29 marzo 2018 ]
Bianciardi anarchico e santo impossibile[ Il Venerdì - 9 marzo 2018 ]
Tutto Bianciardi a portata di genio[ La Provincia - 13 marzo 2018 ]
Quelli che vanno all'inferno con Principe[ la Repubblica - 17 febbraio 2018 ]

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