Home boy

ISBN 9788842815341
pagine: 288
€ 15,00

A volte non te ne accorgi subito che un giorno può cambiarti la vita.
Poi succede qualcosa e capisci che sì, è stato quel giorno.

Per Chuck, AC e Jimbo quel giorno è l’11 settembre 2001. Uno è laureato in Lettere e fa il tassista, uno è un dandy intellettuale che parla a colpi di rap, il terzo è un tipo solitario, un dj dalla loquela studiata. Sono viveur, cantastorie, uomini del Rinascimento. Leggono ogni giorno il Times e il Post. Conoscono i classici russi e la narrativa americana contemporanea. Passano le serate nei club di Manhattan, fra musica, alcol e ragazze. A New York conta più sapersi inventare che la tua origine.
Poi l’11 settembre. Da quel giorno la logica delle cose cambia: non sono più giovani pakistani di fede musulmana. No. Ormai sono musulmani quindi terroristi, terroristi in quanto musulmani. Lo capiscono a loro spese, quando, qualche settimana dopo, entrano di soppiatto nella casa dello Sciamano, una sorta di Grande Gatsby pakistano, scomparso dopo essere entrato a far parte di un’importante agenzia assicurativa. Ma ormai l’occhio dei vicini è acuto: un taxi parcheggiato nel vialetto fuori casa è ovviamente un’autobomba, tre ombre che si muovono in una stanza, tre menti che progettano un attentato. E così, quando la polizia arresta Chuck, AC e Jimbo, l’accusa non può che essere di sospetta attività terroristica, e i giorni in carcere, giorni di botte e soprusi.
E così la vita cambia. Ora non sono solo «diversi », sono anche pericolosi.
E forse solo il ritorno ai valori e agli affetti della propria gente potrà lenire il dolore causato da un marchio infamante. Ironia e amicizia, poesia di strada e grandi riferimenti letterari, cultura pop e politica, storia e commedia, Oriente e Occidente raccontano come tre storie di integrazione possano diventare altrettante storie di disintegrazione, sullo sfondo di una New York che è una bomba a orologeria, pronta a linciare l’amico di ieri e nemico di oggi, ma che al contempo combatte con se stessa per tornare a essere la terra della libertà.

 


H.M. Naqvi si è laureato all’Università di Georgetown. Ha lavorato nel mondo della finanza e ha insegnato scrittura creativa all’Università di Boston. Ha vinto il Phelam Prize, il Lannan Fellowship e ha rappresentato il Pakistan al National Poetry Slam. Attualmente vive a Karachi.