Elogio della mitezza

Edizione 2014 con saggi di Zagrelbesky, Revelli et al.
ISBN 9788842818823
pagine: 272
€ 16,00

«Amo le persone miti, perché sono quelle che rendono più abitabile quasta “aiuola”, tanto da farmi pensare che la città ideale non sia quella fantasticata e descritta sin nei più minuti particolari dagli utopisti, ma quella in cui la gentilezza dei costumi sia diventata una pratica universale.»

Dalla sfera politica, frustrata e contaminata dal suo decadimento, alla filosofia morale, «Elogio della mitezza» segna come nessun altro libro gli ultimi anni di Norberto Bobbio, e il celebre saggio che dà il titolo all’opera ne rappresenta il testamento civico.

La mitezza, che pure Bobbio dichiara di non saper praticare, si presta a riassumere alcuni tratti fra i più ammirati del suo carattere e della sua riflessione teorica: i tratti di un pensatore intimamente democratico, un uomo semplice e ancorato alla solidità dei propri valori e argomenti, sempre conscio del dualismo insuperabile tra mondo dei fatti e mondo delle idee. Una mitezza da non confondere con la remissività o con l’umiltà che apre il regno dei cieli. È una virtù debole, propria di chi non ha potere, e al tempo stesso potente, poiché anticipa un mondo migliore su questa terra. È «la più impolitica delle virtù», ma anche l’antidoto alle degenerazioni della politica.

Il filo conduttore degli scritti qui raccolti è la tormentata riflessione sulla questione del Male nella realtà e nella storia umana. Il filosofo torinese indaga il complesso rapporto tra etica e politica, la natura del pregiudizio, del razzismo e dell’intolleranza, i problemi della laicità nella vita democratica, con nitore argomentativo e trasparente problematicità.

Per il decennale della scomparsa di Bobbio, «Elogio della mitezza» si arricchisce dei contributi di amici e studiosi, che aiutano a metterne in prospettiva i risvolti e i significati più fecondi. La nuova edizione contiene gli interventi di: Andrea Bobbio, Pietro Polito, Santina Mobiglia, Pier Cesare Bori, Gustavo Zagrebelsky, Carlo Ossola, Marco Revelli; e una scrittura teatrale di Giovanni De Luna, Marco Pautasso e Vincenzo Gamna