All’ordine del giorno è il terrore

I cattivi pensieri della democrazia
ISBN 9788842825111
pagine: 269
€ 22,00

Dacci oggi il terrore quotidiano. Il terrore che è il rovescio della democrazia, il suo doppio segreto e insostituibile, il suo miglior nemico. Perché nulla come il terrore genera assetti politici, suscita desideri, costruisce identità e immaginario. Guerriglieri, folli isolati e fanatici religiosi; regimi autoritari che praticano la violenza di Stato e regimi democratici che ordinano bombardamenti o torture; aerei dirottati, camion dirottati, spari all’impazzata nei luoghi pubblici: sono il metronomo del presente, la mitologia giornaliera di una specie che si nutre di simboli come quella umana.

Eppure nessuno si definisce terrorista: il terrorismo è sempre la violenza dell’altro. Eppure nessuna definizione permette di carpire la natura del terrore, perché non bastano la morte o la paura a distinguerlo da altre forme di violenza, e non basta il suo intento prettamente comunicativo, se è vero che in ogni violenza politica la vittima è il messaggio. Al centro del terrore c’è un vuoto, pronto a ricevere da noi impotenza e paura, violenza e desiderio, per restituire immaginario, identità e fantasmi. In una parola: mito. La letteratura cala i personaggi in quel vuoto. Non spiega cos’è o come funziona: ci mostra cosa succede ad abitarlo. Non chiarisce com’è fatto il terrore ma ci permette di profanare la sua sacralità, di farne esperienza lasciandoci indossare i panni del mostro.

È quello che fanno gli autori attorno a cui si snoda All’ordine del giorno è il terrore, da Artaud a Ballard, da Dostoevskij a Updike, da Sade a Ellroy. Attraverso i loro testi, Daniele Giglioli decostruisce la più potente macchina narrativa contemporanea, mostrando come tra i suoi fumi sulfurei si celi l’impotenza del soggetto moderno, la fragilità dei nessi sociali, l’estromissione dell’individuo dalla sfera pubblica. Il terrorista è uno di noi: uno spettatore, un escluso. Questo sembra dirci il killer per caso, l’emarginato Oswald in Libra di Don DeLillo, finalmente inquadrato dalla telecamera nel momento della morte: «Requisito nel cielo senza atmosfera della gloria mediatica, il suo quarto d’ora di celebrità durerà in eterno».


Daniele Giglioli insegna Letterature comparate all’Università di Bergamo. Tra le sue opere ricordiamo Tema (La Nuova Italia, 2001), Il pedagogo e il libertino (Sestante, 2002), Senza trauma (Quodlibet, 2011), Critica della vittima (nottetempo, 2014), Stato di minorità (Laterza, 2015). Collabora con il Corriere della Sera e la Neue Zürcher Zeitung.

 

Rassegna stampa

Depressione pre-traumatica[ Blow up - 1 gennaio 2019 ]
Malraux, enfasi e destino[ Il Manifesto - 6 gennaio 2019 ]
La nuova politica del terrore[ La Repubblica - 1 dicembre 2018 ]
All'ordine del giorno è il terrore[ Le parole e le cose - 28 novembre 2018 ]
Terroristi di ieri e di oggi a confronto[ Libero - 20 novembre 2018 ]
Daniele Giglioli a Fahrenheit[ Fahrenheit - 1 novembre 2018 ]
La perduta solitudine del terrorista[ Il Sole 24 Ore - 28 ottobre 2018 ]
Se la narrazione amplifica la violenza dell'altro[ Il manifesto - 17 ottobre 2018 ]
Qui giace tutta la Francia[ Paolo Nori - 13 settembre 2018 ]
Realtà e simbolo, il terrore spiegato dalla letteratura[ Corriere della Sera - 2 settembre 2018 ]