«Non può farsi la storia d’Italia senza fare la storia dell'arte italiana»: a oltre cinquant’anni dalla sua prima pubblicazione, la monumentale opera di Giulio Carlo Argan rappresenta il tentativo più riuscito e sistematico di raccontare l’evoluzione della cultura artistica italiana insieme con le idee e le società che ne hanno accompagnato gli sviluppi. Un classico contemporaneo, qui riproposto in una nuova edizione a cura di Vincenzo Trione.
Questo primo volume ci conduce dall’Antichità fino al gotico attraverso millenni di innovazioni: dalle primitive pitture parietali alla levigata concretezza di templi, teatri e statue dell’epoca romana; dalle ambiziose architetture medievali lanciate verso il cielo, come il duomo di Orvieto o Santa Maria Novella a Firenze, alle innovazioni di Cimabue e Duccio di Buoninsegna, che traghetteranno la pittura fino alle soglie dell'Umanesimo. Con uno stile chiaro e preciso, che semplifica senza mai banalizzare, Argan ci mostra come, in ogni contesto ed epoca, l’arte rappresenti un linguaggio in grado di esprimere, in modo allo stesso tempo specifico e universale, la società e i rapporti di potere, le dinamiche economiche e le inquietudini che hanno animato la filosofia e la scienza.
La Storia dell’arte italiana di Giulio Carlo Argan riesce nel difficile compito di offrire risposte suscitando nuove domande, di rendere il passato contemporaneo del presente, trattando l’arte come una fiamma viva e mai come dogma o sterile nozione. Come scrive Vincenzo Trione nella sua prefazione: «Nata da profonde intenzioni militanti, umanistiche e illuministe, l'opera di Argan è innanzitutto questo: una sacca di resistenza intellettuale e politica»; il tentativo riuscito di mappare l’incommensurabile.
A cura di Vincenzo Trione
Giulio Carlo Argan (Torino, 1909 - Roma, 1992) è stato uno storico dell’arte, tra i maggiori teorici e critici del Novecento. Ha insegnato Storia dell’arte moderna alla Sapienza Università di Roma. Sindaco di Roma dal 1976 al 1979, è stato eletto senatore nelle liste del pci dal 1983 al 1992. Tra le sue molte pubblicazioni ricordiamo Walter Gropius e la Bauhaus (1951), Salvezza e caduta nell'arte moderna (1963) e Progetto e destino (1965). È stato tra i fondatori, nel 1958, della casa editrice il Saggiatore.
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