ISBN 9788842837084 pagine: 320
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Slavoj Žižek

Fascismi liberali

Come fa una corrente politica che ha la radice nella parola «libertà» a diventare l’antitesi di ciò che professa? In Fascismi liberali Slavoj Žižek prende in esame questo paradosso unico del nostro tempo: l’ascesa al potere di populisti autoritari che si presentano come sostenitori del più puro liberalismo.

Questa contraddizione è, per Žižek, l’evoluzione più completa del populismo di destra, l’estrema realizzazione dei suoi obiettivi. La sua analisi, come di consueto, non fa sconti: evidenzia gli errori di una sinistra del tutto incapace di intercettare i bisogni concreti del proprio elettorato potenziale; smaschera gli artifici linguistici di Putin e Netanyahu, che compiono aggressioni e genocidi presentandosi come vittime; mette in evidenza come certe politiche degli apostoli del liberalismo siano tutto fuorché liberali, assomigliando in modo quasi indistinguibile alle politiche oscurantiste dei regimi dittatoriali. Con il suo affilato arsenale, Žižek penetra chirurgicamente nelle antinomie dei tempi in cui viviamo: tempi in cui si può fare guerra a un popolo indossando le vesti dei pacificatori, in cui una manciata di miliardari si arroga il diritto di agire come crede senza alcun controllo pubblico, in cui tutte le norme della diplomazia classica e del diritto internazionale sono saltate.

La soluzione che auspica Žižek è l’affermarsi di una nuova sinistra capace di riappropriarsi di alcune istanze tipicamente ed erroneamente considerate di destra: appartenenza, comunità, radici e tradizioni locali. Se il liberalismo fascista non è altro che una grossa maschera ideologica per coprire la globalizzazione forzata, il feudalesimo tecnologico e l’operato di stati governati solo dalla logica del profitto, occorre richiamarsi allora a «una qualche forma di comunismo»: la costruzione di una capacità politica collettiva all’altezza delle minacce mondiali.


Traduzione di Olimpia Ellero

Slavoj Žižek

Slavoj Žižek (Lubiana, 1949) è ricercatore all’Università di Lubiana, nonché uno dei più importanti filosofi del nostro tempo. Già direttore del Birkbeck Institute for the Humanities dell’Università di Londra, ha pubblicato oltre cinquanta libri ed è stato tradotto in più di venti lingue. Con il Saggiatore ha pubblicato Che cos’è l’immaginario (2016) e Punto zero (2026).

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