Tribù pericolose

La mia vita tra gli Yanomamö e gli antropologi
ISBN 9788842819653
pagine: 512
€ 29,00

Quello di cui Napoleon Chagnon era consapevole – il motivo che l’aveva spinto a partire – era che lo studio degli Yanomamö avrebbe rappresentato un’occasione unica, non solo per se stesso, ma per l’intera Antropologia. Puntando il dito contro gli antropologi culturali, da troppo tempo lontani dalla ricerca sul campo e con il capo piegato a ossequiare l’accademia, Chagnon lascia la scrivania e parte per il Sud America. Tra le ultime tribù indigene viventi, gli Yanomamö non avevano mai avuto alcun contatto sostanziale con la civiltà: stanziata in un’ignota sacca del bacino del Rio delle Amazzoni, la tribù era rimasta sconosciuta al mondo esterno fi no agli anni cinquanta del Novecento. Una società il cui assetto avrebbe potuto fornire un’immagine, tanto completa quanto tangibile, dello stato di natura, della preistoria dell’uomo.
Quello che Chagnon, però, non poteva affatto immaginare era la portata rivoluzionaria delle sue scoperte e la controversia – un dibattito che avrebbe intaccato le basi stesse dell’antropologia culturale – che ne sarebbe scaturita.
Iniziata nel 1964 e proseguita per oltre trentacinque anni, la ricerca di Chagnon approda a una conclusione definitiva con Tribù pericolose, ribadendo e difendendo le intuizioni già esposte nel suo primo libro, Yanomamö: The Fierce People. La tesi è tanto innovativa quanto scomoda: gli Yanomamö sono una «tribù pericolosa», appunto, una società votata alla violenza, la confutazione vivente del mito del buon selvaggio. Al loro interno, rivelò Chagnon, l’uomo più potente è quello che più uccide. Ferocemente criticato da altri studiosi, l’assunto di Chagnon non ha mai trovato obiezioni o studi autorevoli quanto i suoi: privilegiando l’approccio scientifico a quello accademico, l’insidia degli studi sul campo alla tranquillità delle ricerche universitarie, Chagnon ha segnato un momento di scarto nel passaggio obbligato dall’antropologia culturale a quella evolutiva. Coniugando la scrittura del reportage al rigore dello studio scientifico, secondo l’illustre esempio del Lévi-Strauss di Tristi tropici, Napoleon Chagnon affronta le tribù più pericolose: gli Yanomamö nella foresta amazzonica e gli antropologi nelle loro università.


Napoleon A. Chagnon è un antropologo americano, docente di Antropologia all’Università del Missouri.