Trattato di armonia

ISBN 9788842819868
pagine: 608
€ 30,00

Nel 1911 la pubblicazione del Trattato di armonia di Arnold Schönberg sancì la nascita di una musica «altra» e la rinascita della musica stessa. La tradizione tonale, giunta alla saturazione nel postromanticismo tedesco e già scossa da Wagner e Mahler, venne ripensata, dando così all’armonia uno slancio di rinnovamento. Fu superata la distinzione tra consonanza e dissonanza, nessun suono poté più essere considerato «non armonico», tutte le note della scala cromatica assunsero pari dignità. Schönberg si stava avviando verso i confini della tonalità – le prime composizioni dodecafoniche sarebbero arrivate all’inizio degli anni venti – nella piena consapevolezza che lo studio dell’armonia classica fosse alla base di ogni evoluzione musicale e che «i presupposti della dissoluzione del sistema siano racchiusi nei presupposti sui quali esso si fonda». Il Trattato nacque allora come strumento di lavoro, frutto di un importante vissuto pedagogico e figlio di un sapere armonico prima pratico che teorico: il suo linguaggio denso, lirico e complesso al tempo stesso – ricco delle idiosincrasie, frasi sospese e digressioni improvvise tipiche del parlato –, restituisce l’atmosfera delle lezioni di Schönberg a Vienna e a Berlino. Ma quest’opera andò ben oltre la mera spiegazione della teoria e della tecnica del comporre. L’attenzione dell’autore si volse, spesso con ampi excursus, anche al contesto storico-politico e alle arti visive – non a caso i suoi interlocutori erano Kandinskij, Kraus, Loos. A distanza di cinquant’anni dalla storica edizione di Giacomo Manzoni e Luigi Rognoni, il Saggiatore pubblica una nuova traduzione del Trattato di armonia, aggiornata alle recenti acquisizioni sullo stile e il pensiero degli scritti di Arnold Schönberg, nella convinzione che quest’opera sia un caposaldo della cultura occidentale, con la quale ancora oggi devono confrontarsi non solo i musicisti, ma chiunque voglia studiare l’arte del Novecento.


Arnold Schönberg (1874-1951), uno dei maggiori compositori del Novecento, ha legato il suo nome alla rivoluzionaria invenzione della musica dodecafonica. Dopo aver insegnato composizione all’Accademia delle arti di Berlino, nel 1933, in seguito all’avvento del nazismo, fuggì a Parigi e in seguito emigrò negli Stati Uniti. Lì continuò a insegnare alla University of California di Los Angeles. Il Saggiatore ha pubblicato Funzioni strutturali dell’armonia e i diari Leggere il cielo.