Storia popolare della guerra in Vietnam

ISBN 9788842812036
pagine: 312
€ 20,00

In questo libro uno degli episodi più traumatici della storia mondiale recente viene raccontato dal punto di vista «sbagliato», attraverso le testimonianze di chi la guerra non l’ha decisa, non l’ha voluta e ha dovuto subirla. Da questa prospettiva si scopre come il conflitto non tanto sia stato perso da Washington, quanto vinto dalla schiera sempre più vasta dei suoi oppositori. A cominciare dalla resistenza ostinata dei contadini vietnamiti, il cui coraggio silenzioso rappresentò il più grande aiuto alla guerriglia, fino al rifiuto dei soldati statunitensi al fronte, che dal 1970 smisero di combattere e di obbedire agli ordini dei superiori, creando un precedente sconcertante nella tradizione eroica dell’esercito americano. Si può stimare che approssimativamente un migliaio tra ufficiali e sottufficiali furono uccisi dai propri uomini. Un ruolo fondamentale fu svolto dai reduci, dipinti da Hollywood e dalla propaganda come soggetti disturba ti e pericolosi, unici responsabili delle atrocità commesse, ma la cui adesione alle proteste contro la guerra fece pendere l’ago della bilancia a favore del movimento pacifista.
Jonathan Neale fornisce una nuova chiave di lettura della guerra del Vietnam, vedendo nel suo svolgimento e nella sua risoluzione un intreccio complesso tra relazioni internazionali e lotta di classe. La guerra del Vietnam rappresenta lo spartiacque, e l’onda lunga della «sindrome del Vietnam» continua ad avere ripercussioni sulla politica interna ed estera degli Stati Uniti, in particolare dopo l’11 settembre.
In tempi di «missioni di pace» e grande distacco tra istituzioni e società, questa «storia popolare» ha il merito di ricordare a tutti l’importanza dell’espressione del dissenso mentre fissa con puntuale caparbietà i parametri democratici del vivere civile.


Jonathan Neale, nato a New York, ha conseguito un Ph.D. in Storia sociale in Inghilterra, alla Warwick University. Drammaturgo, romanziere e saggista, ha oltre quindici pubblicazioni all’attivo. Vive a Londra ed è portavoce dell’associazione Globalize Resistance.