Segni

Fenomenologia e struttralismo, linguaggio e politica. Costruzione di una filosofia
ISBN 9788842821717
pagine: 395
€ 29,00
€ 10.99 (eBook)

Ispirano, alludono, dialogano tra loro, riescono a mettere in luce, come in un ritratto picassiano, una personalità formidabile. I segni che Maurice Merleau-Ponty lascia della sua filosofia, in questa che fu l’ultima raccolta di saggi pubblicata in vita, sono un insieme di indizi improvvisi ricevuti dagli eventi, dai libri e dalle cose, e restituiscono da angolature diverse il medesimo volto di un intellettuale eclettico, inquieto, e allo stesso tempo capace di divincolarsi nel groviglio di complessità del mondo contemporaneo.
Segni – che il Saggiatore ripropone nella storica edizione curata da Andrea Bonomi – trova il proprio carattere unitario in un preciso stile filosofico, che apre le porte alla tradizione orientale e alla lettura
del cuore turbato di Montaigne, oltre che al neorazionalismo di Einstein. Grazie all’apporto della nuova antropologia di Mauss e Lévi-Strauss, mette a punto una fenomenologia che ritorna continuamente sui propri momenti costitutivi. Lo strutturalismo insegna a Merleau-Ponty un nuovo modo di vedere l’essere: un «sistema a più entrate» il cui centro è ovunque e in nessun luogo, e all’interno del quale il linguaggio può essere letto come parola dell’essere stesso, una parola che nasce dalla carne del mondo, e porta in sé i segni della storia.

I saggi filosofici si alternano a «ragionamenti politici», in cui appare evidente lo strappo rispetto al marxismo ortodosso che aveva caratterizzato la collaborazione con Sartre alla direzione di Les Temps Modernes. A un realismo politico di matrice machiavelliana e a un solido progressismo storico Merleau-Ponty affianca una capacità unica di leggere e scrutare gli animi: è ancora l’Uomo ad abitare il centro di quello schietto turbinio di pensieri in cui il lettore si sente immerso, e a volte strattonato, fin dalle prime pagine.


Maurice Merleau-Ponty (1908-1961) ha applicato la fenomenologia e l’esistenzialismo all’analisi antropologica del comportamento. Dopo aver insegnato nei licei parigini, durante l’occupazione nazista milita nella resistenza e alla fine della guerra insegna all’Università di Lione, poi alla Sorbona (1949), quindi all’École Normale Supérieure, sino a quando nel 1952 diventa titolare della cattedra di Filosofia al Collège de France. Tra le sue opere: La struttura del comportamento (1942), La fenomenologia della percezione (1945), le raccolte di saggi Umanesimo e terrore (1947), Senso e non senso (1948) e Le avventure della dialettica (1955).