Scriviamo un film

ISBN 9788842820581
pagine: 205
€ 13,00

Scrivere un film, come girarlo, è frutto di un lavoro corale in cui è importante l’ascolto delle voci. Dal soggetto al trattamento, dal trattamento alla sceneggiatura, l’autore prende spunto da continui stimoli esterni: una semplice chiacchierata, una favola di Fedro, la celebre battuta finale di A qualcuno piace caldo. In questa filiera le immagini fanno quasi da cornice: compaiono all’inizio, nella mente degli autori, e alla fine, sulla pellicola, seguendo un tracciato di parole scritte in cui il cinema dialoga con il teatro, la poesia e la letteratura; Billy Wilder con Molnár, Miloš Forman con Philippe de Ségur.
È questa la via percorsa da Age, l’artigiano efficace e invisibile, come il «guardiano del faro», che ricerca e ritrova i problemi e gli ostacoli tipici della costruzione di una buona sceneggiatura, fornendo, grazie a un’esperienza pluridecennale, preziosi suggerimenti e saldi punti d’appoggio per l’aspirante sceneggiatore:«regole» da manuale, fissate a modello, anche e soprattutto per essere riscritte o rovesciate. Scriviamo un film – un classico della letteratura cinematografica che sa viziare il lettore allo stesso modo dello spettatore in sala – ci porta dietro la macchina da presa, dall’origine concettuale del film fino all’immaginazione che muove la regia, svelando un lavoro oscuro in cui lo sconosciuto spettatore viene cercato e rispettato.
Ideare un buon incipit, rendere esplicito un antefatto, tenere viva la suspense, costruire un dialogo serrato. Sono scogli contro i quali, quando si scrive un film, è impossibile non scontrarsi, ma che vengono superati da Age con la dimestichezza del veterano e svelati via via con la medesima vivacità, ironia e immediata comprensibilità dei suoi dialoghi.


Agenore Incrocci, in arte Age (Brescia 1919), ha firmato le sceneggiature di alcune delle più importanti opere del cinema italiano: I soliti ignoti, I compagni, Sedotta e abbandonata, L’armata Brancaleone, Il buono, il brutto, il cattivo, C’eravamo tanto amati, La terrazza. Per nove anni, dal 1981 al 1989, ha tenuto un corso di sceneggiatura presso il Centro Studi Comunicazioni di Enrico Cogno a Roma.