Scritti civili

ISBN 9788842816881
pagine: 384
€ 22,00

La vita di Massimo Mila bruciò di passione, non solo per la musica, ma anche per l’impegno civile e politico. E per la scrittura, che ripercorre tappe della storia personale e della storia dell’Italia del Novecento.
Quella di Mila è una narrazione in prima persona mediata dal ricordo dei maestri, degli amici, dei compagni di strada: Ernesto Rossi, Riccardo Bauer, Augusto Monti, Leone Ginzburg… Gli anni liceali a Torino, la facoltà di Lettere, la clandestinità, il carcere, il confino, la lotta partigiana – «un’esperienza pittoresca e messicana» – sono raccontati in pagine in cui il valore letterario non è minore di quello civile. Sono esperienze che rilette insieme, articolo dopo articolo, quasi si riaccendono, prendono fuoco le une dalle altre, simili ai paesi del fondovalle alpino il giorno del 25 aprile 1945 che bruciavano, scrive Mila, «come tanti fiammiferi ravvicinati». Poi, nel dopoguerra, gli interventi polemici contro l’invadenza clericale, il rifiuto del totalitarismo sovietico e la critica concorde-discorde al Partito comunista italiano. Fino alla polemica esplicita e radicale con Togliatti su Ždanov e sul realismo socialista. Negli Scritti civili si rivela anche il lato meno conosciuto e persino inatteso delle passioni musicali di Mila. Come l’antico interesse per il jazz: «Conservo un 78 giri di Ellington» ricorderà più tardi «con una faccia resa completamente afona dall’uso smodato che ne faceva Pavese. Veniva a casa mia nel pomeriggio, si sedeva senza parlare, “Ciau”…» e attaccava con il disco di Ellington. E non manca una «stravagante» apologia di Gigliola Cinquetti, in un contesto decisamente anti-adorniano.
Tutta l’opera di Massimo Mila è sotto il segno della libertà, solo così si spiega l’«allegria carceraria» sua e dei suoi compagni. «Avevamo» scrive Mila «l’intima certezza di essere i soli uomini liberi in Italia.»


Massimo Mila (Torino, 1910-1988) fu uno dei maggiori musicologi italiani. Compagno di studi di Cesare Pavese e Norberto Bobbio, fu antifascista militante e più volte incarcerato dal regime. Docente a contratto al Conservatorio e poi all’Università di Torino, ha pubblicato numerosi saggi principalmente sul classicismo viennese, sul melodramma e sul primo Novecento. È stato critico de l’Unità, L’Espresso e La Stampa. Nel 2010 il Saggiatore ha pubblicato Nulla di oscuro tra noi, il suo carteggio con Luigi Nono, a cura di A.I. De Benedictis e V. Rizzardi.