«Prima di andarsene»

Una conversazione con Norman Manea
ISBN 9788856503616
pagine: 137
€ 10,00

«Ogni bambino, in famiglia, prendeva la sua strada, e a me è capitato di prendere quella della storia americana, della letteratura, soprattutto della letteratura inglese.»

Nel dicembre 1999, Saul Bellow incontra Norman Manea per realizzare quella che sarà la sua ultima intervista. Un’intervista d’autore, una conversazione che abbraccia tutto il Novecento, dalla fuga dei genitori di Bellow dalla Russia zarista alla condizione degli emigranti negli Stati Uniti, al rapporto tra cultura e lingua.

È un dialogo sul grande romanzo contemporaneo, su quella letteratura ebraico-americana di cui Bellow fu tra i creatori, sul loro legame con gli altri scrittori, Singer e Roth fra tutti.

«Prima di andarsene» è un documento unico che, partendo dalla vita e dalla produzione di uno dei giganti della letteratura del secolo scorso, è anche espressione del confronto tra due diverse facce dell’ebraismo. Quella europea, che ha conosciuto i lager nazisti e l’internamento stalinista, e quella americana, immune dall’orrore dello sterminio ma spasmodicamente alla ricerca delle proprie radici.


Saul Bellow (1915-2005), nato in Canada – ma subito trasferitosi negli Stati Uniti – da genitori russi di religione ebraica, è stato uno dei più importanti scrittori del Novecento. Vincitore del premio Nobel per la letteratura nel 1976, fra i suoi romanzi ricordiamo: Le avventure di Augie March (1953), Il re della pioggia (1959), Herzog (1964), Il dicembre del professor Corde (1982), Ne muoiono più di crepacuore (1987) e Ravelstein (2000).

Norman Manea è nato nel 1936 a Suceava, in Bucovina (Romania). Per le sue origini ebraiche, tra i cinque e i nove anni è stato internato con la famiglia in un Lager ucraino dal regime fascista romeno. Ha vissuto la sua giovinezza nella Romania stalinista del dopoguerra e, dalla metà degli anni sessanta, ha sperimentato la dittatura di Ceausescu. Pur attratto dalla letteratura, si è laureato in ingegneria a Bucarest e ha esercitato la professione fino al 1974, dopodiché si è dedicato interamente all’attività di scrittore. Nel 1986 ha scelto l’esilio e oggi vive a New York, dove insegna letteratura al Bard College. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra i quali il Guggenheim Grant (1992), il National Jewish Book Award (1993), il Premio Nonino (2002), il Premio Napoli (2004). Fra le sue opere, tradotte in più di dieci lingue, il Saggiatore ha pubblicato Il ritorno dell’huligano, Clown: Il dittatore e l’artista, Ottobre ore otto, La busta nera, Il rifugio magico, Al di là della montagna, Conversazioni in esilio e Varianti di un autoritratto.