Millimetri

ISBN 9788842818892
pagine: 78
€ 12,00

Se la poesia è una svolta del respiro, Millimetri inanella ventinove bolle di ossigeno.
Dopo la scomparsa di Andrea Zanzotto e Franco Fortini, Milo De Angelis è una delle voci più importanti della poesia contemporanea italiana e, dal 1983, Millimetri una pietra miliare con la quale si confrontano e misurano tutte le generazioni successive di poeti.

La capacità di entrare in immagini abissali, l’indeterminato senso della perdita, il suo inclinare verso l’astrazione, la costruzione di scene e situazioni quotidiane che ascendono a un’immobilità metafisica sono le cifre fondamentali dei versi di De Angelis, che sfiorano i vertici del capolavoro e producono emozione con la fermezza d’accenti e l’intensità dei grandi classici contemporanei.
Testo non coscritto né costretto in un coerente e omogeneo flusso di significati, immagini, esperienze e provocazioni, Millimetri è totalmente costruito su dati inconfutabili e non verificabili, disarmonie nelle quali si dà una scena assoluta del vivere: in questi versi le cose si presentano nella loro gratuità, durezza e imperscrutabilità, senza il filtro di nessun racconto, di nessuna biografia, di nessun dramma psicologico che le possa addomesticare.
Il rigore estremo è l’unica forma di bellezza concessa. E la consapevolezza dell’impossibilità per l’uomo del ritorno al principio, di chiudere quindi perfettamente in cerchio del destino, è un «silenzio frontale» contro il quale l’uomo resta annientato: il cerchio resta aperto di pochi millimetri, spazio materiale e mentale incolmabile che rende all’uomo la sua impossibilità a essere infinito.
Le parole oscure ma necessarie, il loro perturbamento dell’ordinario e il sovvertimento silenzioso della tradizione da esse provocato stravolsero i lettori che, nel 1983, fecero l’esperienza di Millimetri, imbattendosi in un mondo incomprensibile, sperimentando un campo di forze totalmente nuovo, di cui avevano ancestralmente memoria; ne parlano Aldo Nove e Giuseppe Genna nella Postfazione, adolescenti che vissero lo shock dei versi in cui inaspettatamente riconoscersi, letti e divorati sul pullman che li portava a scuola, ad alta voce.
Oggi, questi ventinove componimenti, riproposti nella collana Le Silerchie continuano a riempire di meraviglia, stupendo ancora per la sapienza originaria della nostra civiltà mescolata alla spaventosa contemporaneità dell’epoca odierna.


Milo De Angelis è nato nel 1951 a Milano, dove insegna in un carcere. Ha pubblicato Somiglianze (Guanda, 1976); Millimetri (Einaudi, 1983); Terra del viso (Mondadori, 1985); Distante un padre (Mondadori, 1989); Biografia sommaria (Mondadori, 1999); Tema dell’addio (Mondadori, 2005), Quell’andarsene nel buio dei cortili (Mondadori, 2010). Ha scritto un racconto fantastico (La corsa dei mantelli, Guanda, 1979, ristampato da Marcos y Marcos nel 2011) e un volume di saggi (Poesia e destino, Cappelli, 1982). Ha tradotto dal francese e dalle lingue classiche: Racine, Baudelaire, Blanchot, Eschilo, Lucrezio. Nel 2008, presso La Vita Felice, è uscito Colloqui sulla poesia, dove appaiono le sue principali interviste, a cura di Isabella Vincentini. Nello stesso anno, viene pubblicato un volume che raccoglie tutta la sua opera in versi (Poesie, Oscar Mondadori, a cura di Eraldo Affinati).

 

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