L’arte dell’omicidio politico

ISBN 9788842815037
pagine: 352
€ 17,5,00

La sera del 26 aprile 1998 il vescovo Juan Gerardi Conedera viene picchiato a morte nella sua casa parrocchiale di San Sebastián, nel centro storico di Città del Guatemala. Due giorni prima aveva presentato Guatemala: mai più, un rapporto redatto dall’Uffi cio dei diritti umani dell’Arcivescovado sulla violenza perpetrata nel Paese negli ultimi sessant’anni. Nei quattro volumi, l’esercito guatemalteco è indicato come responsabile della tortura, della morte e della sparizione di oltre duecentomila civili, ponendo in questo modo le basi per processare i militari con l’accusa di crimini contro l’umanità. Il movente e i mandanti dell’assassinio sembrerebbero evidenti, eppure lo scenario che via via emerge dalle indagini governative parla di un delitto maturato nell’ambiente ecclesiastico, di relazioni omosessuali, di fi gli illegittimi, perfi no dell’aggressione mortale da parte di un pastore tedesco. Uno scenario tratteggiato «ad arte», pettegolezzi che diventano verità uffi ciale. Gli ingredienti perfetti per un thriller. Eppure. Eppure L’arte dell’omicidio politico non è un romanzo: è la riapertura di un caso insabbiato, è la ricerca ostinata della verità, nata da una serie di articoli di Francisco Goldman per il New Yorker sull’omicidio di Gerardi a pochi mesi dal fatto e divenuta sempre più inquietante nel corso degli anni, trasformandosi infi ne in un libro che ha contribuito a ribaltare i risultati delle elezioni presidenziali guatemalteche del 2007. Rifi utando le accuse uffi ciali, l’inchiesta parte da una domanda: perché i militari avrebbero dovuto eliminare il vescovo? Il rapporto ormai era stato pubblicato. La sua tesi è che si volesse screditare l’ambiente ecclesiastico e liberale che minava la stabilità del governo militare. Inutilmente, verrebbe da dire oggi: Goldman scopre e denuncia la presenza del generale Otto Pérez Molina nei paraggi della casa parrocchiale insieme ad alcuni dei cospiratori la sera dell’omicidio. Questa rivelazione fa sì che, nelle elezioni del 2007, la «sicura» vittoria del generale diventi un’inaspettata sconfi tta, impedendo il ritorno dei militari al governo. Con stile asciutto e incalzante, Francisco Goldman lega le fasi dell’inchiesta alla storia recente del Guatemala e descrive un paese ostaggio di un governo che, dietro una facciata democratica e attraverso una tentacolare rete di spie, informatori e assassini, ha creato un sistema politico alternativo, sordido e corrotto. Un sistema in grado di alimentare la confusione e l’incertezza di una società, soffocandone gli impulsi vitali, accecandone la vista e rendendo arduo non solo cercare la verità, ma anche riconoscerla una volta che la si è trovata.


Francisco Goldman (madre guatemalteca e padre americano, ma di origini ebreo-ucraine) è giornalista e romanziere. Vive tra New York e Città del Messico. Collabora con le testate The New Yorker, Harper’s, The New York Times Sunday Magazine, Esquire, The New York Review of Books, Outside. I suoi romanzi, La lunga notte delle piume bianche (1998), L’equipaggio dimenticato (1999) e Lo sposo divino (2007), sono stati pubblicati dal Saggiatore. L’arte dell’omicidio politico nel 2007 è stato incluso nei cento migliori libri dell’anno del New York Times Book Review.