La terra del rimorso

Contributo a una storia religiosa del Sud
ISBN 9788842820819
pagine: 458
€ 26,00

Salento, «terra del rimorso», «terra del cattivo passato che torna e opprime col suo rigurgito». Qui, nel giugno 1959, un’équipe guidata da Ernesto De Martino e formata da uno psichiatra, uno psicologo, un musicologo e un sociologo condusse una ricerca etnografica per studiare il tarantismo, antico rito contadino caratterizzato dal simbolismo della taranta – il ragno che morde e avvelena – e dalla potenza estatica e terapeutica della musica e della danza. L’obiettivo era verificare se il tarantismo fosse una patologia medica specifica o, piuttosto, la manifestazione molto fisica di un rito di passaggio. Il gruppo di De Martino raccolse interviste a donne e uomini morsi dalla taranta, o che avevano avuto un congiunto a sua volta colpito, oltre ad assistere in prima persona al delirio dei tarantati. Dall’analisi dei dati e dal confronto tra le esperienze singole, De Martino colse alcuni elementi simbolici ricorrenti: il periodo della vita – la pubertà e, per le donne, il menarca – e l’ora del giorno, le dodici, in cui si consuma il primo morso; la recrudescenza ciclica, in alcuni casi annuale, dei suoi effetti; l’esorcismo e la visione di san Paolo, che annuncia ai posseduti l’imminente guarigione. Ogni elemento contribuisce a una rappresentazione liminale tra sacro e profano e avvalora la tesi del rito iniziatico, ripetuto nel tempo e ordinato da regole antichissime. Il Saggiatore rinnova la sua lunga tradizione legata agli studi antropologici e riporta in libreria un classico imprescindibile, che interpreta il fenomeno dei tarantati dal punto di vista storico, culturale e religioso. Con un’impostazione inedita rispetto a tanta letteratura meridionalista di stampo folcloristico, De Martino permette al lettore di seguire l’indagine sul campo e dimostra come quelle pratiche rituali abbiano la funzione di scongiurare le ansie di un’esistenza segnata dalla povertà e dall’emarginazione.


Ernesto De Martino (Napoli 1908 - Roma 1965), il più grande etnologo italiano, esordì con Naturalismo e storicismo nell'etnologia (1941), cui seguì Il mondo magico (1948). Le sue ricerche sul campo e il suo interesse per la cultura popolare si tradussero in numerose opere, fra cui: Morte e pianto rituale nel mondo antico (1958), Sud e magia (1959), Furore, simbolo, valore (1962).