La globalizzazione e la fine del sociale

Per comprendere il mondo contemporaneo
ISBN 9788842820659
pagine: 285
€ 22,00
C’è stato un tempo, nei primi secoli della nostra modernità, in cui ragionavamo in termini politici: pensavamo e descrivevamo il mondo in base alle categorie di ordine e disordine, potere e Stato, Repubblica e popolo. Dopo la rivoluzione industriale abbiamo sostituito le categorie politiche con quelle socioeconomiche di classe e ricchezza, borghesia e proletariato, sindacati e scioperi, disuguaglianza e redistribuzione. Oggi, invece, decenni di globalizzazione hanno imposto criteri quasi esclusivamente economici che hanno portato al trionfo di un individualismo disgregatore. I sintomi si leggono ovunque: nella guerra, che ha perso il suo significato politico o sociale, nelle ondate di irrazionalismo, nell’aggravarsi delle disparità di reddito, nella crisi degli individui, pieni di problemi e impossibilitati ad affidarsi, per risolverli, alle tradizionali istituzioni civili e giuridiche. Aleggia la sensazione che il vecchio mondo sia andato in frantumi e che niente possa sostituirlo.
Per sfuggire all’immagine di un mondo come prigione e alla sensazione angosciante della totale perdita di significato, si avverte il bisogno di nuove categorie, categorie non più sociali ma culturali, perché è in questi termini che i cittadini di oggi costruiscono le proprie identità: sulle particolarità sessuali, etniche, religiose, laiche o ecologiste. Ci poniamo domande che un tempo sembravano incongrue: sono felice? Faccio davvero ciò che mi piace? Sono certo di sapere se in questo momento si stanno verificando eventi intollerabili o se viene perpetrata un’ingiustizia?
Alain Touraine analizza il processo di disgregazione che ha spezzato i cardini su cui poggiavano le nostre identità e le nostre lotte, e si immerge nelle domande quotidiane dell’esistenza contemporanea. Fino a disegnare un nuovo paradigma, fondato sul soggetto e sui «diritti culturali», nell’ambito del quale le donne e le minoranze schiacciate possano finalmente ricoprire il ruolo sociale che spetta loro. In queste pagine ci viene fornito uno strumento utile per la costruzione di argini e difese, per l’elaborazione di un pensiero critico pertinente e soprattutto per la nascita di nuovi movimenti di liberazione nel mondo globalizzato dove, che lo vogliamo o no, ci troviamo a vivere.

Alain Touraine (Hermanville-sur-Mer, 1925), sociologo e teorico della società postindustriale, è Directeur d’études all’École des Hautes études en sciences sociales. Il Saggiatore ha pubblicato: Critica della modernità (1997), Come liberarsi del liberismo (2000), Libertà, uguaglianza, diversità (2002), La ricerca di sé (2003), La globalizzazio ne e la fine del sociale (2008).