Il rifugio magico

ISBN 9788842816652
pagine: 364
€ 19.5,00

In una New York vicina all’11 settembre, Augustin Gora, professore romeno esule da tempo, deve confrontarsi con l’inattesa comparsa dell’ex moglie Lu e del compagno Peter Gaspar, figlio di ebrei comunisti sopravvissuti ad Auschwitz. L’incontro fa riaffiorare i ricordi delle dolorose esperienze vissute in patria, sotto il nazismo e il comunismo. Per sfuggire ai fantasmi del passato che tornano a minacciare il presente, a Gora non resta che ritirarsi tra i suoi libri, unico rifugio possibile. Norman Manea riprende in questo romanzo i temi a lui più vicini – l’Olocausto, la dittatura e l’esilio – dando vita, attraverso un raffinatissimo intreccio letterario, a una struggente meditazione sulla morte, la sofferenza e la solitudine. Un naufragio della memoria nei peggiori incubi del Novecento. Allo stesso tempo, un grande atto di fede e d’amore verso le capacità salvifiche della scrittura e della letteratura.


Norman Manea è nato nel 1936 a Suceava, in Bucovina (Romania). Per le sue origini ebraiche, tra i cinque e i nove anni è stato internato con la famiglia in un Lager ucraino dal regime fascista romeno. Ha vissuto la sua giovinezza nella Romania stalinista del dopoguerra e, dalla metà degli anni sessanta, ha sperimentato la dittatura di Ceausescu. Pur attratto dalla letteratura, si è laureato in ingegneria a Bucarest e ha esercitato la professione fino al 1974, dopodiché si è dedicato interamente all’attività di scrittore. Nel 1986 ha scelto l’esilio e oggi vive a New York, dove insegna letteratura al Bard College. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra i quali il Guggenheim Grant (1992), il National Jewish Book Award (1993), il Premio Nonino (2002), il Premio Napoli (2004). Fra le sue opere, tradotte in più di dieci lingue, il Saggiatore ha pubblicato Il ritorno dell’huligano, Clown: Il dittatore e l’artista, Ottobre ore otto, La busta nera, Il rifugio magico, Al di là della montagna, Conversazioni in esilio e Varianti di un autoritratto.