Il Messia perduto

La storia di Sabbatai Sevi e il misticismo della Qabbalah
ISBN 9788842810964
pagine: 287
€ 22,00

Curiosando tra gli scaffali di una vecchia libreria ebraica a Istanbul, John Freely si imbatté nella figura di Sabbatai Sevi. Affascinato, decise di raggiungere Smirne, la città natale di Sevi, per ripercorrerne la vita: dal bacino del Mediterraneo ai Balcani meridionali, fino all’entroterra dell’Albania dove si pensa sia sepolto. Sabbatai Sevi, meglio ricordato come il «falso Messia» o, secondo l’autore, il «Messia perduto», oggi sarebbe indicato come un pazzo o un impostore. Per la moltitudine di ebrei che nel XVII secolo si lasciarono sedurre dal suo messaggio, fu invece il Messia che le generazioni precedenti avevano atteso invano. Grazie alla profonda conoscenza della qabbalah e a un formidabile potere ammaliatore, Sabbatai convinse i discepoli della sua natura mistica e incorruttibile, anche se per sottrarsi alla condanna a morte del sultano ottomano non esitò a convertirsi all’Islam, pur continuando a insegnare la Torah negli anni successivi. L’annuncio di Sabbatai Sevi era rivoluzionario: mangiare cibo proibito, profanare i giorni del digiuno, permettere alle donne di leggere le scritture nelle sinagoghe non pregiudicava l’integrità della fede. Dopo la sua morte furono migliaia i fedeli che, in bilico tra ebraismo e Islam, continuarono a predicare questi princìpi, tracciando i confini tra religione e vita pubblica e proclamando il diritto di libertà all’interno della religione stessa, su cui, nei secoli a venire, si sarebbe eretta la società laica moderna. A partire dalle ricerche di Gershom Scholem, Freely realizza un vivido affresco della comunità ebraica all’interno dell’Impero ottomano, muovendo il racconto tra il ghetto di Venezia, i bazar del Cairo, i palazzi dello Yemen e le scuole rabbiniche di Gerusalemme. Il Messia perduto è un libro di viaggio, una detective story e uno strumento di riflessione sul ricorrente nascere e diffondersi nella storia di movimenti di natura mistica ed esoterica.


John Freely è nato a New York nel 1926 da una coppia di immigrati irlandesi. Durante la Seconda guerra mondiale si arruolò volontario nella Marina prestando servizio in Cina e in India. Si è laureato in fisica alla New York University e ha iniziato subito a insegnare. Ha vissuto tra New York, Boston, Londra, Atene, Istanbul e Venezia. Ha scritto oltre venti libri, tra cui: Strolling Through Istanhul (con Hilary Sumner-Boyd, 1971), Strolling Through Venice (1994), Istanbul: The Imperial City (1996) e Inside the Seraglio: Private Lives of the Sultans in Istanbul (1999). In Italia è uscito Turchia classica (Vallardi, 1992).