Composita solvantur

ISBN 9788842820765
pagine: 112
€ 12,00

Se la poesia si ingenera dall’attrito tra struttura sintattica e struttura metrica, cioè tra organizzazione logica del discorso e sorpresa musicale della lingua, poche altre testimonianze poetiche del secondo Novecento producono un attrito, e dunque un impatto, paragonabile a Composita solvantur, ultima raccolta di Franco Fortini, che mai come in queste pagine, intessute di motivi personali eppure sottratte a ogni immediato autobiografismo, indaga e mette alla prova la frizione fra privato e pubblico, antichità e modernità, uomo e natura, vita e morte. Già esplicito nell’esortazione del titolo, il tema della dissoluzione, della decomposizione, della riduzione ai minimi termini, alle particelle elementari, innerva tutta la raccolta: chiaro tanto nell’assalto alle tradizionali forme poetiche, quanto in un’esausta ammissione della fine, rappresenta la nigredo di un processo – alchemico per suggerimento dello stesso Fortini, e pertanto trasformativo – che mira a rintracciare negli elementi minuti di ogni esistenza, umana, animale, vegetale, quel carattere universale e quel significato allegorico che da un lato la ricongiungono alla storia, e dall’altro la dilatano fino a che il passato e il futuro scompaiono, condensati nell’attimo essenziale in cui si realizza il gesto poetico. Scritti dal 1984 al 1993, i componimenti raccolti in Composita solvantur, che il Saggiatore pubblica in questo volume con un prezioso testo d’accompagnamento di Pier Vincenzo Mengaldo, stupiscono non solo per la varietà  delle soluzioni adottate – dalle terzine dantesche a una versificazione libera nella quale è demandato all’enjambement di spezzare inesorabilmente, quasi fatalmente, ogni unità tra verso e frase – o per la ricchezza delle suggestioni simboliche, ma anche per la densità dello stile, la stessa che ha portato Mengaldo a coniare la definizione, esatta oggi come all’indomani della prima pubblicazione, di poesia dell’intelligenza, «rarissima in questi tempi viscerali».


Franco Fortini (Firenze, 1917 - Milano, 1994) è stato uno dei massimi intellettuali e poeti italiani del Novecento. Ha insegnato Storia della critica letteraria all’Università di Siena. La sua opera in versi comprende Foglio di via e altri versi (1946), Poesia ed errore (1959), Una volta per sempre (1963), Questo muro (1973), Paesaggio con serpente (1984) e Composita solvantur (1994). La sua produzione saggistica comprende, oltre a Verifica dei poteri, I cani del Sinai (1967) e i Saggi italiani (1974 e 1987). Si ricorda inoltre la raccolta L’ospite ingrato (1966 e 1985). Ha tradotto, fra gli altri, Flaubert, Élouard, Kierkegaard, Gide, Brecht, Proust, Weil, Goethe, Queneau, Enzensberger e Kafka.