Brooklyn è

ISBN 9788842818519
pagine: 56
€ 11,00

Nel 1939 la rivista Fortune commissiona a James Agee un articolo su Brooklyn e i suoi abitanti. Il testo, però, rimane inedito fino al 1968, quando ricompare su Esquire con il titolo «Southeast of the Island: Travel Notes».
Quello di Agee è un diario di viaggio letterario, che nasce «dal basso» attraverso lo sguardo di un anonimo osservatore che percorre il borough: «Su una terra piatta e immensa come il Kansas, orizzonte oltre orizzonte in infinito dispiegarsi, sembra un’incommensurabile proliferazione di casa su casa e strada per strada».
Dalla panoramica che coglie il quartiere nel suo complesso, il narratore procede nel suo vagabondare, dai brownstone oltre il Brooklyn Bridge, «quel Ponte che si eleva come Dio», fino alle zone più defilate come Flatbush, Midwood e Sheepshead Bay e, con parole distillate una a una, cattura l’essenza di un luogo e della sua popolazione di negroes, ebrei, slavi, italiani, ricchi, poveri e poverissimi.
Tenero e spietato, tra lirica e jazz, con echi infiniti di Walt Whitman, Hart Crane e Allen Ginsberg, il saggio di Agee è una dichiarazione d’amore, un poema in prosa sopravvissuto alle metamorfosi che nel frattempo Brooklyn ha subito, e oggi si conferma come un vero classico della letteratura su New York.


James Agee (1909-1955), nato a Knoxville, Tennessee, è stato reporter e critico letterario per riviste come Fortune, Time e The Nation. Ha anche lavorato nell'industria cinematografica legando il suo nome a numerose sceneggiature, tra cui La regina d'Africa e La morte corre sul fiume. Tra le sue opere ricordiamo i romanzi Una morte in famiglia (vincitore del premio Pulitzer), La veglia all'alba e la raccolta di poesie Permit Me Voyage.