Le ragioni di uno stand

di Andrea Gentile

Per il Salone internazionale del libro di Torino del 2018, il Saggiatore ha progettato il suo stand tentando di far vivere, ai lettori, un’esperienza. Al suo arrivo, il visitatore prende un gratta e vinci e inizia il suo percorso. Di fronte a sé trova delle stazioni, costituite da parole chiave, a cui sono associate dei libri. Il lettore, così, dovrà fare la sua scelta di fronte a coppie di significato come passato-futuro, uomo-macchina, silenzio-suono, caldo-freddo, animale-vegetale, giorno-notte, studio-gioco, vita-sogno, Socrate-Google, memoria-oblio. La sua scelta sarà “grattata” sul gratta e vinci. Il percorso, per la precisione, consta di due sentieri: il primo si riferisce al lato “razionale” del visitatore, il secondo al lato “emotivo”. Alla fine del percorso, il lettore va alla cassa e riceve la risposta al suo test: una coppia di aggettivi, con qualche riga di descrizione, che compongono la sua personalità (intuitivo, riflessivo, per esempio). Accanto al responso del test, in cartoncino, l’immagine del libro consigliato per quel tipo di lettore. Dunque, a ogni lettore che ha partecipato al gioco, vengono consigliati due libri. Nel frattempo, è venuto a conoscenza di altri 28 libri (14 le stazioni), in quanto, affiancate alle parole chiave (uomo-macchina ecc.), c’erano descrizioni dei singoli libri associati alle medesime.

Come hanno reagito i lettori? Molto bene. L’idea di poter vivere un’esperienza, un gioco, all’interno di un contesto frenetico e senza dubbio caotico; la scoperta di uno spazio in cui fermarsi a pensare, attività intrinsecamente legata all’oggetto libro; la possibilità di avere una bussola all’interno del catalogo di una casa editrice, appunto una selezione di 36 libri, e non l’intero catalogo; la possibilità di conoscere, in un contesto dove tutto corre, qualcosa di sé stessi, seppure in un semplice gioco. Questi e tanti altri gli aspetti che – ci sembra – hanno fatto felici i lettori. Lo stand, progettato in casa editrice da e con Fabrizio Confalonieri di Studio Cree, ha raddoppiato le vendite del 2016 (nel 2017, per ragioni simili, il Saggiatore aveva invece portato un solo libro in vendita, motivo per il quale l’anno non è comparabile). Abbiamo conosciuto molti nuovi lettori, che si sono appassionati proprio a partire dall’esperienza fatta. Con loro abbiamo riso, scherzato sull’esito del loro test. A loro abbiamo raccontato le ragioni di questo progetto: trovare uno spazio di senso.

Da tempo, pensiamo che in una casa editrice ogni atto debba essere editoriale, dunque progettuale. L’anima commerciale deve essere editoriale, quella comunicativa idem, quella amministrativa altrettanto. Ogni scelta deve essere compiuta in linea con il progetto che la casa editrice porta avanti.

All’ingresso dello stand, abbiamo scritto: “Da sessant’anni il Saggiatore indaga l’Umano in tutte le sue manifestazioni. Il suo obiettivo non è fornire risposte, ma sollevare domande e individuare gli strumenti necessari per capire il mondo e noi stessi”. Sollevare domande, dunque. Capire il mondo e noi stessi. Progettare: progettare – e non solo pubblicando libri – esperienze. E così facendo, guardarsi dentro.

Il nostro stand.

Eleonora e Andrea.

Dicono di noi.

Il lato emotivo.


Andrea Gentile è il direttore editoriale de il Saggiatore / gentile@ilsaggiatore.com