La straziante resurrezione di Victor Frankenstein, cittadino di Ginevra

di Thomas Ligotti

Victor Frankenstein è morto a bordo di una nave prigioniera dei mari ghiacciati del Polo Nord. Il suo corpo viene poi restituito alla natia Svizzera, dove tuttavia ad accoglierlo non c’è nessuno. Tutti quelli che conosceva in vita sono morti prima di lui. Suo fratello William, il suo amico Henry, sua moglie Elizabeth e suo padre Alphonse Frankenstein, tra gli altri, non ci sono più. Un funzionario minore della pubblica amministrazione ginevrina suggerisce di donare il cadavere, ancora molto ben conservato, all’università di Ingolstadt, dove il deceduto si era distinto negli studi scientifici.

Hans Hoffmann, un prodigio nel campo dell’anatomia comparativa all’Università di Ingolstadt, sta conducendo una serie di esperimenti in casa propria. Ha assemblato un essere umano con varie parti del corpo comprate o rubate ed è piuttosto sicuro di poterlo animare. Per concludere il progetto, che a quanto gli risulta non è mai stato tentato  e di sicuro lo renderebbe famoso, manca un cervello umano. Ha sentito dire che nell’obitorio deldipartimento di Medicina dell’università è conservato il cadavere di un ex studente. Pare che fosse un alunno brillante. Sarebbe il cervello perfetto, pensa Hans Hoffmann. Una notte, a tarda ora, penetra nell’obitorio e si serve.

«Ma che bellezza sei!» esclama Hans Hoffmann la sera spettacolare in cui per la prima volta la creatura apre gli occhi. Ovviamente è ironico; l’aspetto della creatura è proprio orribile. Ciò che salta all’occhio di Hoffmann è che la sua creazione si guarda intorno come in attesa di vedere qualcuno che, per il momento, è assente.

«Oh, no» dice lo scienziato. «Vedo già che mi darai dei problemi. Uno di questi giorni mi implorerai di farti una compagna, una come te. Bene, guarda qui» aggiunge, e gli mostra una manciata di interiora e parte di un volto femminile. «Ci ho già provato, forse senza troppa dedizione, lo ammetto. Fabbricare una donna non è la stessa cosa, e poi io delle donne non so bene cosa farmene.»

Hans Hoffmann non sa se la creatura abbia capito o meno. Tuttavia, sul volto ha un’espressione estremamente desolata (forse è colpa di qualche muscolo collassato). Ora la creatura caracolla nell’appartamento di Hans Hoffmann e inavvertitamente rompe un certo numero di oggetti. Alla fine sbatte contro la porta ed esce per le vie di Ingolstadt («Che liberazione!» grida Hans Hoffmann).

Ma mentre la creatura vaga nel buio, in cerca di un volto che appartiene al suo passato lontano, non può sapere che l’unico essere di tutto l’universo in grado di offrirgli conforto si è già incenerito in una furiosa pira tra le desolate lande di ghiaccio del Polo Nord.


Thomas Ligotti (1953), vincitore di tre Bram Stoker Award, è considerato uno dei più significativi e immaginifici scrittori della sua generazione. Il Saggiatore ha pubblicato Teatro grottesco (2015) e La cospirazione contro la razza umana (2016).