‘Bajkonur, Terra’, perché abbiamo deciso di investire in un film

di Andrea Gentile

Che cos’è un editore? Un agricoltore, anche. Dentro un piccolo seme deve riuscire a leggere il futuro. Per questa ragione, l’editore lavora in perenne oscillazione tra la materia (innanzitutto un testo, nel senso più ampio del termine) e l’immateriale. L’editore, dunque può essere tale anche quando non si occupa esclusivamente di libri. Principalmente, lavora sull’immaginario. Questa è la ragione per cui il Saggiatore ha deciso di contribuire a Bajkonur, Terra, film diretto da Andrea Sorini, prodotto da Piranesi Experience, Lumen Films e Rai Cinema, in partnership, appunto, con il Saggiatore.

Che cosa fa dunque l’editore in questa situazione? Cerca, nota una narrazione visiva ai suoi prodromi, e decide di contribuire affinché il film si completi sul piano produttivo; coglie poi l’occasione di trarre da quello stesso orizzonte di senso un testo scritto, un reportage narrativo (sarà a firma di Eliseo Acanfora, uno degli sceneggiatori del film) che sia arricchimento e completamento del racconto visivo, a esso ispirato ma non necessariamente simmetrico, in modo che il punto di vista multimediale diventi sempre più ricco. Dalla genesi dell’opera cinematografica, dunque, nasce l’opera linguistica.

Nel 1968, gli astronauti a bordo dell’Apollo, dopo aver completato l’orbita intorno alla luna, puntarono una telecamera verso la terra, creando un nuovo evento per gli spettatori, che per la prima volta si trovavano sospesi tra il fuori e il dentro della propria realtà fisica. Quello spazio, quel vuoto apparentemente asettico, era uno spazio di risonanza, un intervallo dove di colpo era possibile vedere insieme la luna e la terra. La luna e la terra, la figura e lo sfondo, la parola e la rappresentazione visiva, il testo scritto e il testo d’immagini.

Perché?

Da qualche tempo chi si occupa di management ha iniziato a usare la parola “Vuja De”. Il contrario del déjà vu. Se si può discutere dell’efficacia di questa parola, non si può invece prescindere dal suo significato. Un editore deve riuscire a spostare l’asse; non può più accontentarsi di vedere qualcosa di familiare in qualcosa di nuovo. Deve riuscire a vedere qualcosa di nuovo in qualcosa di familiare. Crearsi dunque delle nuove prospettive. Ipotizzare dunque nuove vie che possano anche andare oltre il libro. Vie però il cui immaginario risponde perfettamente – così lo splendido Bajkonur, Terra – a quello generato, in questi anni, da questa casa editrice.

Bajkonur, Terra

Il Corriere della Sera pubblica in anteprima il trailer di 'Bajkonur, terra', il film che diventerà un libro e racconta la storia del cosmodromo kazako da cui, da Gagarin in poi, sono partiti e partono gli astronauti per raggiungere la stazione spaziale. 'Bajkonur' verrà proiettato oggi per la prima volta al Festival di Vancouver. Sì amici, ci siamo buttati in una gloriosa impresa filmica. produzione: The Piranesi Experience e Rai Cinema. https://bit.ly/2P9jmkv

Pubblicato da il Saggiatore su Giovedì 4 ottobre 2018


Andrea Gentile è il direttore editoriale de il Saggiatore / gentile@ilsaggiatore.com