Leo Spitzer, scrivere di espedienti

A volte gli anniversari servono a qualcosa. È forse anche per la ricorrenza del centenario della Prima guerra mondiale infatti che oggi, a quarant’anni dalla sua prima traduzione italiana presso Boringhieri (la splendida versione di Renato Solmi qui mantenuta), si ripresenta dal Saggiatore in una veste nuova e più ricca e in un contesto nel frattempo radicalmente mutato, un capolavoro della storia e della linguistica come le Lettere di prigionieri di guerra italiani di Leo Spitzer.

L’articolo di Enrico Testa su Alfabeta2.