La differenza parte dal sedere: leggermente all’indietro, quello del ciclista favorisce una postura slanciata simile a quella delle statue classiche. Il fondoschiena dell’automobilista, incastrato e rattrappito tra schienale e sedile, non può permettersi tanta arroganza. Attraverso aneddoti ed esperienze personali, conditi con ironia pungente, Didier Tronchet illustra come andare su due ruote costituisca una vera e propria filosofia: un movimento interiore, un’evoluzione mentale, una prospettiva più vasta in grado di cambiare in meglio le nostre vite.

 
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