Patrie Smarrite

Corrado Stajano

Patrie Smarrite

ISBN 978-88-428-2425-1

Pagine

€ 18.00


Nel ricordo e nella fatica del ritorno alle origini familiari si scoprono frammenti di storia collettiva, bagliori di un passato irrisolto che affiorano nel presente. In Patrie smarrite Corrado Stajano scrive una memoria, una narrazione civile sul grande enigma che è il carattere italiano. A Noto, dove tenta di vendere gli antichi terreni della famiglia – «stoppie, ulivi, mandorli e grotte dell’età del bronzo» –, e poi nei luoghi della giovinezza, fra le brume e le anse placide del Po, a Cremona, dove si reca per svuotare la vecchia casa materna, Stajano racconta architetture, paesaggi, vicende storiche, mentalità e personaggi eterogenei, tutti fatalmente italiani. E indagando la propria doppia radice – siciliana e lombarda – indaga il nostro tragico Novecento, il divario e l’incomunicabilità tra Nord e Sud, un’Italia troppo spesso incline al compromesso, smemorata e autoassolutoria. Tra le spiagge rossastre, gli odori di gelsomino e ricotta, il tufo, i profili cadenti delle architetture barocche, nel Val di Noto Stajano ritrova ricordi personali, carte d’archivio, testimonianze dirette, memoriali inediti, che ricostruiscono lo sbarco anglo-americano sulle coste siciliane, nel luglio 1943: un episodio cruciale e per molti aspetti relegato all’oblio, che rivela eroismi e viltà grandi e piccole, collusioni e silenzi. A Cremona lo sguardo curioso e severo di Stajano si sofferma sulla resistibile ascesa e caduta del ras Farinacci: com’è possibile che una popolazione di antica cultura e tradizioni democratiche abbia favorito con divisioni, omertà e malizie l’imporsi del fascismo più nero? Oggi la città, sonnolenta, rifiuta ogni domanda, sembra infastidita dalla memoria, si rifugia nel particulare, emblema di un paese in cui ancora prevalgono gli egoismi, mai del tutto immunizzato dal germe fascista. In quella che Paolo Di Stefano, nella postfazione al volume, ha definito «l’autobiografia di una nazione», la fantasia esasperata e irrazionale di una Sicilia «amata e ripudiata», la pacatezza, l’ordine e la concretezza della Bassa Padana divengono le due facce, apparentemente inconciliabili, della stessa medaglia: patrie smarrite come smarrito appare l’ideale di un’Italia civile, a lungo vagheggiata e mai raggiunta.

Corrado Stajano, scrittore e giornalista, è stato redattore e inviato di diversi quotidiani e settimanali. Scrive dal 1987 sul Corriere della Sera. Ha lavorato per la Rai come autore e coautore di numerosi documentari televisivi di argomento politico e culturale (tra cui La forza della democrazia, 1977). Ha pubblicato, tra l’altro, con Einaudi Il sovversivo (1975), Africo (1979), L’Italia nichilista (1982, 1992), Un eroe borghese (1991, da cui fu tratto il film omonimo), Il disordine (1993); con Garzanti Promemoria (1997, Premio Viareggio), Patrie smarrite (2001), Maestri e Infedeli (2008), La città degli untori (2009, Premio Bagutta), La stanza dei fantasmi (2013); con Archinto Destini (2014). Nel 2015 il Saggiatore ha riproposto Africo, con uno scritto inedito dell’autore, nel 2016 Un eroe borghese, con un testo di Cesare Garboli. Nel 2017 ha pubblicato Eredità (Premio Nuto Revelli).