I linguaggi dell’arte

Nelson Goodman

I linguaggi dell’arte

ISBN 9788842823896

Pagine 238

€ 24.00


Che relazione intercorre tra l’arte e il mondo reale? Esiste una differenza tra un’opera d’arte e la sua copia? Cosa distingue uno spartito musicale, l’abbozzo di un pittore e lo schema di un impianto elettrico? Un dipinto può rappresentare fedelmente un oggetto o è solo uno dei suoi tanti nascondimenti?

In questa raccolta di saggi, animati da un progetto unitario, Nelson Goodman affronta i temi principali della filosofia dell’arte: il rapporto tra rappresentazione e realtà, il potere espressivo di immagini e simboli, i requisiti essenziali dell’esperienza artistica. A differenza di tutti gli altri tentativi di elaborare un’estetica generale, quest’opera, divenuta un classico della scuola analitica, muove da un orizzonte logico ed epistemologico, indaga il nesso tra le arti e il loro medium linguistico e assume la riflessione sul linguaggio come prospettiva di ogni riflessione estetica.

Goodman giunge così a una classificazione inedita delle arti, delineando una teoria generale dell’attività simbolica: l’atteggiamento estetico è l’azione del soggetto che reagisce all’opacità dell’arte, all’impossibilità di stabilire un nesso tra simbolo e referente, concentrando tutte le facoltà umane sul simbolo stesso. La rappresentazione, che dipende dalla percezione e di conseguenza dal soggetto che guarda, equivale a una sistematizzazione degli oggetti, e non alla loro semplice imitazione.

I linguaggi dell’arte – che il Saggiatore ripropone con la storica introduzione di Franco Brioschi – è un’opera di rara fecondità, che ha stabilito un nuovo paradigma della rifl essione filosofica e che, a partire dal discorso sull’arte, ha aperto prospettive originali, come testimoniano le profonde influenze che ha esercitato, dall’ermeneutica di Paul Ricoeur alle teorie letterarie di Gérard Genette.

Nelson Goodman (1906-1998), considerato uno dei maggiori pensatori contemporanei, è stato docente di Filosofi a a Harvard. Tra le sue opere principali La struttura dell’apparenza (1951), Fatti, ipotesi e previsioni (1954) e Vedere e costruire il mondo (1978).