Il circo nell’arte

Di Genova Arianna

Il circo nell’arte

ISBN 9788842814344

Pagine 216

€ 35.00


Acrobati, cavallerizze, fachiri, pagliacci, animali feroci,
freak. Sotto il tendone a strisce, nell’arena circolare,
a ogni apparizione alcuni individui si assumono
il rischio della vita, giocano con l’identità, spingono
il corpo oltre i limiti. In bilico tra meraviglia e desolazione,
polvere e stelle, angeli e demoni, il circo ha sedotto
l’arte e l’ha condotta dentro la sua storia.


Un tendone, una pista, un filo sospeso. E poi
belle cavallerizze, animali feroci e corpi che sono
«capricci della natura»: è il mondo del circo, dove
da sempre va in scena il paradosso e il rischio,
dove la logica della realtà si spezza per lasciare
spazio alla fantasia. Gli artisti di tutti i tempi
hanno saccheggiato questo universo, preso a prestito
i suoi protagonisti – giocolieri, acrobati, trapezisti,
domatori, clown – reinventandone l’immaginario,
prolungandone la vita.
Nel secolo scorso è stato necessario il soccorso
delle maschere della Commedia dell’Arte,
dei folli shakespeariani, degli zingari capaci di insegnare
la danza agli orsi e, insieme ai saltimbanchi,
hanno sfilato le amazzoni di Seurat e di
Kirchner, gli Arlecchini-clown di Picasso, le domatrici
di Otto Dix, i filiformi animali addestrati di
Calder, gli «operai del sogno» acrobatico di Léger,
le signorine che ammaestrano i cani di Donghi,
le donne cannone di Kuniyoshi e quelle barbute
dell’americana Zoe Leonard. Dalle carovane di
inizio Novecento al moderno Nouveau Cirque,
dalle Esposizioni universali ai freak show, il circo
ha messo in scena il «diverso» e ne ha legittimato
l’esistenza, aprendo la strada ai giganti di Diane
Arbus, alle sirene mutanti di Myriam Laplante, ai
pagliacci preistorici di Rondinone, ai clown horror
di Cindy Sherman fino al fachiro di Maurizio Cattelan
esposto alla Biennale di Venezia.
Arianna di Genova racconta la storia di un’attrazione
fatale, di un amore che ha spinto l’arte
del XX e XXI secolo oltre la rappresentazione formale,
che ha creato un cortocircuito con i tradizionali
canoni estetici, portando in scena un sogno
comune a pubblico e artisti: essere catapultati
fuori dalla realtà quotidiana, sgranando gli occhi
per lo stupore.