La via delle maschere

Claude Lévi-Strauss

La via delle maschere

ISBN 9788842817239

Pagine 178

€ 24.00


Narrano gli indiani della Columbia Britannica: c’era una volta un ragazzo colpito da una specie di lebbra, il suo corpo emanava un odore disgustoso e anche i suoi cari lo fuggivano. L’infelice decise di uccidersi gettandosi in un lago; scese in fondo all’acqua fino a posarsi sul tetto di una capanna, i cui abitanti soffrivano di un male misterioso. In cambio della propria guarigione, guarì i malati; così ottenne in sposa una fanciulla e in dono costumi, sistri e maschere.
È, questo, uno dei racconti eziologici delle maschere cerimoniali nordamericane: opere plastiche, artistiche, a cui Claude Lévi-Strauss applica il metodo strutturalista elaborato per i miti. Trova così che se le maschere swaihwé, attraverso gli accessori e i costumi che le accompagnano, palesano un’affinità col bianco, sono ornate di penne e hanno occhi sporgenti e bocca spalancata con la lingua pendula, le maschere dzonokwa sono invece dominate dai colori scuri e guarnite di peli, hanno occhi forati o semichiusi, mammelle pendenti fino a terra e bocca contratta in una smorfia: quella cui costringe il grido caratteristico del mostro che rappresentano, un essere ora maschile ora femminile che vive nel fondo dei boschi e rapisce i bambini per divorarli.
Lévi-Strauss intreccia gli elementi estetici e materici delle maschere con le varianti mitiche e i rituali, esaminando tanto i campi semantici quanto i codici sociologici e cosmologici. La lezione è unica: nulla esiste o ha senso di per sé, tutto si definisce in base a rapporti dialettici di simmetria o contrarietà, ed è solo considerando tale reticolo di complementari opposizioni e mutue corrispondenze che si può provare a comprendere il popolo umano.
Nella Via delle maschere, che il Saggiatore torna a offrire ai lettori nella preziosa traduzione di Primo Levi, la maestria di Lévi-Strauss individua il punto in cui il mito si fa arte particolare e lo rende un privilegiato luogo di osservazione dell’universale.

Claude Lévi-Strauss è nato a Bruxelles nel 1908 e morto a Parigi nel 2009. Dal 1960 il Saggiatore pubblica in Italia le sue opere, tra cui ricordiamo Antropologia strutturale, Tristi Tropici, Il pensiero selvaggio, Il crudo e il cotto, L’origine delle buone maniere a tavola, L’uomo nudo, Mito e significato e Lo sguardo da lontano, anch’esso tradotto da Primo Levi.